CINEMA: 35MM – Confusi e Felici

Torna 35 mm la rubrica di approfondimento cinematografico de Il Pungolo. Ogni sabato a cadenza quindicinale proporremmo la recensione di alcuni dei film attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche della nostra città. Per il 28° numero della rubrica vi proponiamo Confusi e Felici, un film di Massimiliano Bruno.

Storie di campagna

Dopo Viva l’Italia nel 2012 il regista torna con una commedia in cui si presta anche come attore. La pellicola ruota attorno alla figura di Marcello, uno psicanalista con uno studio avviato e sei affezionatissimi pazienti. Infine c’è Silvia la sua segretaria.

Una commedia semplice, leggera in cui non manca di certo la comicità.

TRAMA

Confusi e felici racconta la storia di Marcello, uno psicanalista di 49 anni, a cui in poco tempo cambia la vita.

Non sembra particolarmente legato al suo lavoro, a differenza dei suoi pazienti che non possono fare a meno di lui. Essi vedono lo studio dove sono in cura come un rifugio.

I pazienti a casa di Marcello

Improvvisamente Marcello è colpito da una rara malattia alla vista, così decide di cessare la sua attività. Si rifugia in se stesso, non capendo più quello che gli succede intorno. I suoi pazienti però non accettano questa scelta e soprattutto con l’aiuto di Silvia, la segretaria dello studio,  vogliono riportarlo a vivere.

I affezionati a Marcello sono: Nazareno, uno spacciatore romano che soffre di attacchi di panico e che scopre di aspettare un figlio, Pasquale troppo legato alla mamma e al cibo, Betta ed Enrico tipica coppia problematica, Vitaliana sempre in preda a sogni erotici e Michelangelo che soffre di scatti di ira e scopre che la moglie lo tradisce. Poi c’è Silvia che lavora come segretaria di Marcello, riscopre il rapporto con lui solo dopo che lo studio viene chiuso.

Questi personaggi vivranno insieme tante situazioni che li aiuteranno a conoscere meglio loro stessi e a costruire qualcosa tra di loro.

Segnaliamo quattro importanti cameo. Gioele Dix interpreta uno psicanalista. Il trio Max Gazzè, Daniele Silvestri e Niccolò Fabi suonano per una serenata.

La pellicola è ambientata a Roma ed è ricca di scorci sulla città.

RECENSIONE

Marcello, lo psicanalista, è interpretato da Claudio Bisio.

Bisio è un artista versatile ed ormai cinematograficamente consolidato. Interpreta bene i momenti di sconforto ed introspezione del suo personaggio. Abbiamo imparato a conoscere nel tempo l’attore piemontese che sa adattarsi perfettamente sia alle situazioni ironiche quanto a quelle tragiche. Insomma Claudio Bisio si dimostra sempre una conferma a prescindere dalla regia e dalla sceneggiatura.

Marco Giallini e Rocco Papaleo sono rispettivamente Nazareno e Michelangelo, non deludono e confermano la loro bravura. Soprattutto Giallini, che nella pellicola offre più momenti per sorridere con ampi “siparietti” in romanesco. Interpreta perfettamente la parte del pusher di borgata. Pitro Sermonti nella parte di Enrico è pressoché presente. Interpreta un uomo del ventunesimo secolo che è soggiogato dalla tecnologia. Caterina Guzzanti, nel ruolo di Betta, sembra sempre che interpreti una macchietta, troppo forzata. Paola Minaccioni è la ninfomane Vitaliana.

Massimilino Bruno, regista e co-sceneggiatore, come attore non dà più di tanto, il personaggio di Pasquale è stereotipato e visto più volte. Silvia è Anna Foglietta, l’abbiamo vista spesso in commedie simili. Per lei nulla da dire, è fresca, spontanea e simpatica. Per adesso ancora molto sulla scia di Paola Cortellesi.

Silvia e Marcello mentre dipingono
Silvia e Marcello mentre dipingono

GIUDIZIO FINALE

La pellicola nei primi venti minuti fa fatica a partire. Non si comprende bene l’intenzione del regista. Tuttavia dopo un po’ comincia e le risate non mancano. Anzi spesso ci sono anche troppe gag e si perde di vista l’obiettivo: il prodotto è un film.

Nota alquanto positiva è la diffusa romanità dei personaggi affiancati al piemontese Bisio. Il mix è perfetto e si creano belle situazioni.

L’intento di Massimiliano Bruno era di trasmettere attraverso una commedia leggera uno spunto di riflessione: imparare a “vedere” veramente la vita.

Le premesse sono sempre molto positive, come alcuni elementi del cast, ma spesso sembra mancare un filo conduttore. Inoltre vengono tralasciati alcuni aspetti importanti. I personaggi all’inizio sono fortemente problematici, alla fine della pellicola invece appaiono degli uomini e delle donne con i loro conflitti oramai risolti. L’esperimento non è del tutto riuscito.

VOTO FINALE : 5,5/10

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