CINEMA: 35MM – Soap Opera

Torna 35 mm la rubrica di approfondimento cinematografico de Il Pungolo. Ogni sabato a cadenza quindicinale proporremmo la recensione di alcuni dei film attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche della nostra città. Per il 27 numero della rubrica vi presentiamo Soap Opera, il nuovo film di Alessandro Genovesi.

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Un film atipico e per molti aspetti anacronistico. Racconta le avventure di otto personaggi, le cui vite si incroceranno per tutto il resto del film. La pellicola è per la maggior parte del tempo ambientata nel palazzo dove abitano quasi tutti i protagonisti.

L’intreccio dei personaggi comincia tre giorni prima del Capodanno per poi risolversi la stessa notte di San Silvestro.

TRAMA

La pellicola Soap Opera è una storia che coinvolge gli abitanti di un condominio, tutti con personalità molto diverse tra di loro. Ci sono i fratelli gemelli Gianni e Mario, uniti più che mai da quando quest’ultimo è costretto su di una sedia a rotelle. Al primo piano c’è Alice, un’attrice dalle mille passioni amorose con il debole per gli uomini in divisa.

Il suo dirimpettaio è Francesco, da poco single e con il confuso amico Paolo sempre fra i piedi. La figura di Pietro è quella che, pur non rivelandosi mai, dà il via agli intrecci fra i personaggi. Risultando in tal modo il personaggio chiave.

La dolce Anna è la ex fidanzata di Francesco, ma sembra che ci sia ancora qualcosa in sospeso con lui. La bella Francesca arriva come un fulmine a ciel sereno e porterà non poco scompiglio.

L’incontro di questi bizzarri personaggi è orchestrato dalla singolare figura del maresciallo Gaetano Cavallo.

RECENSIONE

Il film si apre con Fabio De Luigi nel ruolo di Francesco, in compagnia di Caterina Guzzanti che interpreta un improbabile cameo. Chiara Francini è Alice che si cala perfettamente nella parte di attrice di soap opera. La Francini sembra riuscire molto bene in tale ruolo, la mimica e l’esperienza teatrale dell’attrice toscana la fanno entrare correttamente nel personaggio. Riky Memphis è il confuso Paolo, migliore amico di Francesco. Cristiana Capotondi nel ruolo di Anna. La coppia comica Ale e Franz interpreta i gemelli del palazzo Gianni e Mario. Diego Abatantuono è il maresciallo Cavallo. Infine c’è Elisa Sednaoui nel ruolo dell’introversa Francesca.

La pellicola risulta nel complesso qualcosa di non riuscito. La maggior parte degli interpreti che riesce bene anche in ruoli comici, per tale occasione, sembra invece doversi reprimere.

L’atmosfera spesso è surreale, non si comprendono i luoghi ed i tempi della storia. Soprattutto c’è un evidente uso della tecnologia in contrasto con arredamenti e veicoli d’epoca. Sicuramente tutto questo è pensato appositamente per dare un qualcosa di diverso alla pellicola ma ovviamente non è riuscito. Si comprende perfettamente che il film è ambientato in interni, infatti Soap Opera è stato interamente girato a Cinecittà. E’ evidente che Genovesi vuole dare in molti momenti un aspetto teatrale al film, con l’entrata e l’uscita ben definita dei personaggi. Inoltre  la non scorrevolezza della pellicola, divide in step ben precisi il film per segnare in modo netto le situazioni.

Almeno la coppia Abatantuono e Francini in qualche scena ci fa sorridere. Memphis e De Luigi sono del tutto repressi nei loro personaggi e devono essere forzatamente malinconici e schiavi di una comicità spicciola che non appartiene loro.

La Capotondi è come un fantasma, il suo personaggio avrebbe potuto dare sicuramente un contributo maggiore.

La Sednaoui, schiva e irrisolta, rimane un punto interrogativo. Non si riescono a percepire gli stati d’animo del suo personaggio, sembra che per tutto il film si senta allo stesso modo. Ale e Franz suscitano tenerezza ma a tratti anche tristezza.

Il cameo della Guzzanti è totalmente inutile e imbarazzante, Genovesi ne avrebbe potuto fare a meno.

Nota da evidenziare è che Soap Opera è frutto di un copione teatrale dello stesso autore che non è mai andato in scena.

GIUDIZIO FINALE

La pellicola è un mix di eventi, di personaggi e di situazioni che alla lunga non riescono a convivere o che comunque si slegano facilmente tra di loro.

Soap Opera appare senza tempo. Alla fine del film non ci rimane granché. Qualche gag ci fa sorridere ma non basta a dare la spinta al film. Infatti la sceneggiatura, dello stesso regista Genovesi, risulta piatta. Peccato per gli interpreti che sarebbero stati in grado di creare qualcosa di più consistente se ne avessero avuto la possibilità.

VOTO FINALE : 3/10

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