CASALOTTI: L’opportunità del cantiere in Piazza Ormea

Come molti cittadini avranno avuto modo di osservare, circa un mese fa, Piazza Ormea è stata soggetta a recinzione a causa del completo rifacimento, terminato in questi giorni.

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Il cartello dei lavori indica che i fondi necessari all’intervento sono stati reperiti dalla «Somma urgenza ai sensi dell’art. 176 del D.P.R. 207/2010» riferita agli eventi atmosferici dello scroso 30/31 Gennaio e la Determinazione Dirigenziale di riferimento è la n. 528 del 2 Aprile 2014, che per i «Lavori per la rimozione dello stato di pericolo al fine della salvaguardia pubblica presso le sedi stradali di Via Madonna del Riposo, Via Cardinale Garampi, Via Bra, Via Casale delle Pantanelle, Via del Quartaccio e Piazza Ormea» ha stanziato un finanziamento di  € 198.195 complessivi. L’intervento dunque è sicuramente regolare dal punto di vista burocratico.

Ma è stata davvero una scelta opportuna?

La Deliberazione di Giunta Capitolina n. 23 del 12 febbraio 2014, per intenderci quella che ha sancito il fondo per gli alluvionati, ha stabilito che l’accesso a tali fondi era destinato solo ai cittadini residenti in alcune zone specifiche della città, nelle quali si è determinato un quadro emergenziale di significativa gravità, individuate dagli Uffici della Protezione Civile Capitolina e allegato alla delibera.

Sarebbe stato logico presupporre che le zone indicate, essendo state soggette ad un «quadro emergenziale di significativa gravità», sarebbero state le principali destinatarie anche dei fondi in Somma Urgenza.

Ed invece così non è stato.

Una parte di quei fondi vengono infatti impiegati per il ripristino totale di una porzione di territorio non compresa nell’elenco delle situazioni di emergenza, mentre i fossi urbani, principali responsabili dell’alluvione dello scorso Gennaio, versano ancora nelle stesse condizioni.

E non si pensi che l’estate non sia un periodo dell’anno pericoloso per gli eventi atmosferici atipici.

L’alluvione del 2002 infatti, che interessò gli abitanti della valle del Fosso dell’Acquasona, avvenne l’11 Agosto, mentre l’ultimo straripamento del Fosso del Campo, quello che costeggia Via Pantan Monastero e sul quale è stato da poco realizzato il nuovo ponte, è avvenuto il 31 Agosto scorso.

E mentre è vero che la competenza per i fossi urbani è principalmente del CBTAR (il Consorzio di Bonifica Tevere Agro Romano), è anche vero che se l’ente non è finanziariamente in grado di adempiere al suo ruolo, il Municipio può pensare di intervenire in danno ad esso, utilizzando i fondi in somma urgenza, poichè in caso il fenomeno si ripeta verrebbero danneggiate anche proprietà municipali, che lo stesso municipio deve poter tutelare.

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