CINEMA: 35 MM – Maleficent

Torna 35 mm la rubrica di approfondimento cinematografico de Il Pungolo. Ogni sabato a cadenza quindicinale proporremmo la recensione di alcuni dei film attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche della nostra città. Per il 26 numero della rubrica vi proponiamo Maleficent, di Robert Stromberg al debutto come regista.

Storie di campagna

E’ la nuova versione della celebre fiaba Disney “La bella addormentata nel bosco”. La storia si basa soprattutto sulla figura di Malefica, a partire dalla sua infanzia. Lo scenario della pellicola vede due regni confinanti e contrapposti: quello degli uomini e quello fatato della Brughiera, in cui Malefica vive felice.

La pace di Malefica verrà meno dopo il suo incontro con Stefano, giovane uomo che nell’infanzia si spinse fin dentro la Brughiera. L’amicizia che nel tempo era diventata amore fu tradita dal giovane avido di gloria.

La vendetta e l’odio di Malefica ricadranno sulla piccola Aurora, figlia di Stefano, destinata ad un maleficio.

TRAMA

Malefica, la bellissima creatura fatata della Brughiera, conosce in tenera età Stefano, curioso bambino del vicino regno di re Enrico. Ormai grandi l’amicizia è diventa amore ma questo legame è destinato a finire a causa della brama di conquista di Stefano. Malefica si ritrova sola, triste e delusa da quello che aveva creduto essere il vero amore.

Malefica al battesimo della piccola Aurora

Il regno di re Enrico attacca la Brughiera che però Malefica, con l’auto della foresta, difende egregiamente. Stefano destinato a salire al trono, farebbe di tutto per soddisfare le richieste del vecchio re, il quale vuole la testa della bella fata. Non la uccide ma la ferisce brutalmente, accrescendo la sua ira.

Malefica al culmine della sofferenza, si fa forte delle sue sconfitte e diventa una perfida strega che dà vita ad un muro di rovi che divideranno per sempre il regno fatato dagli uomini.

E’ sostenuta dal suo fedele servo Fosco che all’occorrenza ha le sembianze di un corvo oppure di un uomo.

Stefano è ormai re, nasce la piccola Aurora e nel giorno del battesimo, giunge anche Malefica la quale le “dona” un sortilegio che potrà essere spezzato solo dal bacio del vero amore.

La piccola Aurora viene allontanata dal castello e vengono distrutti tutti i fusi nel regno che avrebbero potuto farla cadere in un sonno simile alla morte.

Aurora cresce bella e felice e Malefica sembra sempre più mettere da parte l’odio che aveva riversato sulla candida Aurora, tentando di rompere inutilmente il maleficio. Il sortilegio si compie e Malefica sarà costretta a fronteggiare l’esercito di Re Stefano, scagliato completamente contro di lei.

RECENSIONE

Angelina Jolie è la bella Malefica, Elle Fanning interpreta la parte dell’angelicata Aurora. Nel ruolo di re Stefano c’è Shartlo Copley, il fedele Fosco è  Sam Riley ed io giovane principe Filippo è Brenton Twaites. Le tre fate Fiorina, Giuggiola e Verdelia sono rispettivamente Lesley Manville, Imelda Staunton e Juno Temple.

L’ambientazione è maggiormente nella foresta, in cui vivono alberi animati e strane creature fatate. Ovviamente colori, paesaggi e costumi sono curatissimi nel tipico stile Disney. Colpisce moltissimo l’accuratezza della figura di Angelina Jolie sia nel ruolo di fata protettrice della natura che di strega. Malefica ha una bellezza straordinaria.

La fiaba è rivisitata e in tal modo il personaggio di Aurora viene a tratti dimenticato. E’ noto che la pellicola si volesse concentrare di più sulla figura di Malefica ma la malvagità della strega dura ben poco, volendo in un batter d’occhio lasciare di nuovo spazio, in modo alquanto smielato, ai buoni.

La mimica della Jolie è ottima e nei passaggi in cui deve essere Malefica nel vero senso della parola, lo fa perfettamente.

Malefica e Aurora

Robert Stromberg debutta come regista dopo aver vinto due premi Oscar come scenografo per Avatar e Alice in Wonderland.

La colonna sonora è  “Once Upon a Dream” interpretata dalla cantante statunitense Lana del Rey, la cover è basata su un pezzo originale della colonna sonora del classico Disney del 1959, a sua volta tratto dal balletto La bella addormentata” di Tchaikovsky.

GIUDIZIO FINALE

La pellicola sembra partire bene, con un messaggio ben chiaro: rivendicare le sofferenze della fata causate dall’avidità di Stefano che la tradisce doppiamente, rinunciando al vero amore per il successo. Tematica alquanto moderna e trasponibile ai giorni nostri. Tutto questo dura ben poco e lascia il posto troppo presto alla bontà di un personaggio che dalle premesse sembrava dovesse essere spietato.

E’ interessante l’idea di mostrare la storia dal punto di vista della strega Malefica, dettaglio sconosciuta al pubblico.

Con qualche accortezza in più nella sceneggiatura il risultato sperato si sarebbe realizzato.

VOTO FINALE : 6,5/10

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