SELVA NERA: Francesco Pianigiani, l’artigiano dell’acciaio

Francesco Pianigiani è nato nel 1939 nel cuore di Roma, nel Rione Trevi. Dal 1972 vive a Selva Nera dove ha sede anche il suo laboratorio nel quale custodisce le opere del passato e lavora a quelle future.  Un luogo colmo di arnesi ed attrezzi che danno vita, grazie alla professionalità di Pianigiani, ad opere uniche. L’originalità della sua arte colpisce e le tematiche che tratta sono molteplici.

Storie di campagna

Chi è Francesco Pianigiani?

E’ una persona che adesso fa l’artigiano, ma ha iniziato come meccanico di precisione per una nota società italiana.

Lavora per la ricerca e l’arte.

Qual è stato il primo contatto con l’arte?

Avevo un cugino a Siena, gran pittore. Andavo con lui a dipingere e realizzare quello che sentivo. Per me era anche una valvola di sfogo, l’arte ti fa esprimere, in un certo senso è terapeutica

E come è nata la passione per quest’arte particolare, la lavorazione dell’acciaio inossidabile?

E’ nata perché mi piaceva e mi piace dipingere, però con la pittura non riesci ad esprimerti al meglio, i pittori sono molti ed io volevo creare qualcosa di nuovo. Così, attingendo dall’esperienza del mio mestiere, mi sono dedicato all’acciaio inossidabile.

E come si svolge il processo con cui impegna i suoi materiali per renderli delle opere d’arte?

Si parte sempre dal disegno, a matita, su una lastra da un millimetro di acciaio inossidabile. Poi con l’aiuto di una saldatrice creo il negativo ed il positivo, in questo modo arrivo alla figura. Ancora con la saldatrice tolgo i difetti, spazzolo la lastra ed infine passo la fiamma, detta anche “cannello”, per creare i chiaro scuri. La lavorazione di un’opera richiede molto tempo, ma la pazienza non mi manca.

Le sue opere seguono una tematica in particolare?

No, seguo l’attualità ed in base a ciò che succede posso trattare di politica o di religione.

Ovviamente nel corso degli anni ho riservato un posto particolare anche alla romanità, con ritratti  ai personaggi che hanno incarnato la romanità come Anna Magnani, Gigi Proietti e Alberto Sordi, oppure rappresentando scene, luoghi, o curiosità della città eterna.

Qual è l’opera più importante realizzata finora?

Non credo di poter distinguerne una più importante, ogni volta che si crea lo si fa con il cuore.

Un’opera però, alla quale ero particolarmente legato è stata quella dedicata a Charlie Chaplin, ma purtroppo mi è stata rubata.

La più grande invece è senza dubbio Don Chisciotte e Sancho Panza.

Già avevo realizzato la stessa scultura in dimensioni minori e volevo riprodurla in grande. Questa è alta poco più di tre metri, ci ho messo quasi due anni per completarla.

Sappiamo che il Don Chisciotte è stato oggetto di trattativa con un’autorità pubblica, che aveva intenzione di allocarlo al centro di una piazza.

Si, ma alla fine la trattativa non si concluse. In realtà, data la mole dell’opera, credo che l’allestimento in una piazza sarebbe l’unico possibile. Ma come dicevo prima, essendo molto legato alle opere, non mi interessa solo che siano vendute, ma, come in quel caso, anche che fossero allestite in un certo modo.

Sarebbe disposto a far rimanere le sue opere qui in zona, per un contributo al territorio ed anche ai cittadini?

Sarei disposto ad andare incontro alla mia zona, ormai sono molti anni che vivo qui, dal 1972.

Essendo la sua arte molto particolare, sappiamo che le mostre alle quali ha partecipato sono state davvero molte, ma ce n’è una che ricorda in modo particolare?

Si è stata una mostra nella città di Siena, un evento che si è protratto per molto tempo, dove molti collezionisti hanno apprezzato la particolarità della mia arte.

Essendo la sua arte un unicum, sia per il materiale utilizzato, sia per la professionalità necessaria nell’uso degli strumenti meccanici, sarebbe disposto ad insegnarla a qualche giovane volenteroso?

Sarebbe possibile, però quest’arte comprende molti mestieri. Subentra il disegno, l’uso dei martelli, della saldatrice e del cannello. Il tempo per imparare tutto questo sarebbe molto lungo. Se già hanno qualche conoscenza di questo genere allora potrei intervenire. Servono molti anni di esperienza.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

L’arte, soprattutto in Italia, sta attraversando un momento drammatico.

Avere la possibilità di andare avanti, questo è un progetto.

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