CINEMA: 35 MM – Smetto quando voglio

Torna 35 mm la rubrica di approfondimento cinematografico de Il Pungolo. Ogni sabato a cadenza quindicinale proporremmo la recensione di alcuni dei film attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche della nostra città. Per il numero 23 vi proponiamo Smetto quando voglio del regista Sydney Sibilia.

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La situazione dei protagonisti raccontata nella pellicola è assolutamente in linea con i nostri tempi.  Quest’ultimi sono sette uomini sulla soglia dei quaranta, ognuno di loro ricercatore specializzato in qualche campo. La crisi coinvolge tutti, in modo particolare il neurobiologo interpretato da Edoardo Leo che, stanco di non potersi realizzare dopo anni di studi e specializzazioni, realizza una banda composta da altri che come lui, nell’Italia di oggi, con lo studio e la ricerca non riescono ad arrivare a fine mese.

TRAMA

Al trentasettenne Pietro Zinni, ricercatore universitario, viene negato il rinnovo del contratto. Si trova disoccupato, con una compagna a cui rendere conto, interpretata da Valeria Solarino e non poche spese da sostenere. Per caso trova un modo più o meno legale per guadagnare molto ed in poco tempo, sfruttando le sue potenzialità e coinvolgendo anche altri amici accademici che adesso si ritrovano a fare tutt’altro. La banda è composta da sette cervelloniMattia interpretato da Valerio Aprea e Giorgio da Lorenzo Lavia, eccellenti latinisti che però ora sono due benzinai, Stefano Fresi è Alberto il chimico che fa il lavapiatti in un ristorante cinese, Pietro Sermonti è Andrea l’antropologo disoccupato, Bartolomeo interpretato da Libero di Rienzo è un economista che si cimenta nel poker ed infine Paolo Calabresi è Arturo l’archeologo. Edoardo Leo nel ruolo di Pietro li coinvolgerà nella creazione e vendita di una sostanza tutta nuova e ancora legale. Ognuno grazie alle sue competenze rende la banda efficiente. In poco tempo il guadagno è moltissimo e la vendita comincia anche fuori dall’ambiente delle discoteche. Fino al momento in cui la banda grazie al successo della sostanza comincia a dare fastidio al potente spacciatore Murena interpretato da Neri Marcorè. Da qui cominceranno i primi problemi di questi sette delinquenti improvvisati.

RECENSIONE

Lo sfondo che accompagna tutto il film è di una Roma contemporanea, descritta molto bene anche dalle inquadrature notturne. Appare spesso l‘ateneo La Sapienza e con lui anche le dinamiche universitarie tra professore e il malcapitato ricercatore sottopagato di turno. Il cast risulta molto fresco, ci fa ridere con le disavventure e spesso anche grazie all’ingenuità di alcuni di questi studiosi che ora si trovano catapultati in un mondo lontano anni luce da loro. I singoli personaggi hanno tutti caratteristiche ben diverse, un aspetto positivo per il risultato finale. Edoardo Leo è la colonna portante del gruppo e riesce bene nel suo ruolo. Valeria Solarino, Giulia la compagna di Pietro, rappresenta perfettamente una fetta importante delle donne del nostro tempo, frustrate e insoddisfatte della loro vita a causa della costante incertezza lavorativa.  Alcuni passaggi del film sfuggono, tanto da arrivare ad una fine accelerata che non fa capire il perchè di alcune situazioni. Il regista è l’italiano esordiente Sydney Sibilia.

GIUDIZIO FINALE

Il film nel complesso è riuscito, tratta un argomento alquanto attuale  in un modo inaspettato e dimostra infine l’essere genuino di questa banda. Il finale è però troppo forzato, esasperando il tema principale della pellicola.

VOTO FINALE : 6/10

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