ROMA CAPITALE: Nuovo piano generale del traffico urbano

Una città a misura d’uomo, più accessibile e vivibile dai suoi cittadini di centro e periferia e resa snodo efficiente per le reti nazionali ed europee di trasporto. Questo l’ambizioso proposito del nuovo Piano Generale del Traffico Urbano che entro febbraio dovrà esser adottato dalla giunta comunale per poi proseguire il suo iter  verso l’esame di cittadini e Municipi fino all’approvazione finale nell’Assemblea Capitolina. Dopo quasi 15 anni (l’ultimo piano generale del traffico risale infatti al 1999) si è reso necessario un robusto intervento visti i profondi cambiamenti registrati nella nostra città sia in termini di espansione territoriale che di distribuzione della popolazione e di possibilità di motorizzazione.

Storie di campagna

Molte quindi le criticità venute a galla: in primis lo scarso utilizzo del Tpl (trasporto pubblico) con solo il 28% dei romani che usufruisce dei ‘mezzi pubblici’ per i propri spostamenti nell’ora di punta; una crescita delle periferie extra G.R.A. di circa il 30%, l’assenza pressoché totale di interventi mirati volti a potenziare la ciclabilità che ha registrato un irrilevante incremento dello 0,6% e che nulla ha potuto per contrastare il fenomeno del pendolarismo, cresciuto negli ultimi 8 anni di oltre il 60%. Numeri pazzeschi che fotografano per bene l’immagine di una Roma soffocata e soffocante che conosciamo tutti fin troppo bene.

Questi, in sintesi gli obiettivi di breve medio termine: incremento del 6% del Tpl sugli standard attuali (con 34.000 spostamenti in più nell’ora di punta), crescita del 20% della velocità commerciale sugli assi portanti con una ottimistica impennata del 20% degli utenti serviti, oltre il 40% in più di corsie preferenziali e miglioramento della rete ciclabile (e a tal proposito il Comitato N.A.R.N.O., non più tardi di un mese fa, ha presentato la sua proposta di miglioramento della rete ciclabile del nostro territorio, riportata in mappa qui sotto) con previsione di favorirne un uso sistematico nei prossimi 4 anni che rasenterebbe il 4% in più; triplicare l’offerta di car sharing e bike sharing e l’inaugurazione di diffuse isole ecologiche, una per ogni municipio e per tutto il centro storico.

Nel dettaglio il nuovo modello mostra una città suddivisa in 6 zone, 2 in più rispetto alle 4 del vecchio Piano Generale del Traffico con l’introduzione delle aree 5 (la zona Extra G.R.A. che è quella che ci interessa da vicino) e la 6 nata per regolare gli spostamenti dei pendolari dalla città verso il mare e viceversa.

In particolare nella zona 5 è stato riscontrato un forte sbilanciamento tra l’utilizzo dei Tpl (solo il 18,5%) e delle autovetture private, preferite dal 64% cittadini del nostro territorio: gli interventi previsti verteranno quindi sul necessario sviluppo del servizio pubblico in quelle aree ancora a basso utilizzo, intensificazione della rete infrastrutturale minuta (e dalle nostre parti ne abbiamo assoluto bisogno), creazione di sistemi di accesso al Tpl per pedoni e ciclisti (così come indicato dal Comit. Narno e dal nostro giornale con sistemi di bike sharing e nodi di scambio) e realizzazione di isole ambientali. Il tutto inserito, almeno su carta, in un progetto di riqualificazione ed ampliamento della rete del trasporto pubblico su ferro, con interventi di riorganizzazione del sistema di distribuzione delle merci e applicazione massiccia delle nuove tecnologie digitali a servizio della mobilità così da garantire maggiore efficienza nella rete di informazione all’utenza.

Sarà così possibile  ipotizzare lo scenario che attende la città nei prossimi 10-15 anni e razionalizzare i servizi di mobilità esistenti alla luce della domanda di spostamento così come è attualmente prevista dal P.R.G. vigente. Tutto questo almeno nelle intenzioni.

Le principali criticità evidenziate dal Piano

 

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