CASALOTTI: Una speranza per la Scuola Media Superiore

La struttura che ha ospitato gli uffici dell’ISPRA fino a pochi mesi fa, in liquidazione dal 1993 tramite la finanziaria Ligestra 2 e sotto la gestione del Ministero del Tesoro, è in attesa di una destinazione.

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Negli anni ’90, proprio in virtù di questa liquidazione, il Comitato di Quartiere N.A.R.N.O. chiedeva alle istituzioni di destinare l’edificio a scuola media superiore e, data la mole dell’edificio (si parla di circa 6.000 metri quadrati), di ipotizzare un istituto polivalente, in grado di ospitare diverse succursali di più indirizzi di studio.

Nel 2009, la Provincia di Roma, attraverso una Mozione (la n. 76 per esser precisi n.d.r.), impegnava «il Presidente della Provincia e l’Assessore competente a programmare la costruzione di un nuovo Istituto Scolastico Superiore, nelle zone di nuova urbanizzazione Casalotti-Mazzalupo» e uno dei papabili siti dove tale struttura si sarebbe potuta localizzare era proprio il comprensorio di Via di Casalotti n. 300.

Sembrava fatta, ma la cosa, come spesso accade per le promesse fatte ai cittadini, andò nel dimenticatoio.

Nel numero 114 del Pungolo, all’interno dell’opuscolo “Promemoria del Cittadino”, è stata risollevata la questione ed è stata inserita tra le priorità territoriali da raggiungere in questo quinquennio. Qualcuno deve averlo notato tanto che anche il Comune di Roma, attraverso l’Assemblea Capitolina, pochi giorni dopo (lo scorso 29 Ottobre per essere precisi n.d.r.) ha deciso di produrre una sua propria Mozione, con la quale si «impegna il Sindaco e la sua Giunta ad attivarsi affinchè valuti la possibile acquisizione degli edifici ex ISPRA, anche a fronte di un impegno oneroso, e la loro destinazione a istituto secondario superiore ed eventualmente anche ad altri servizi pubblici».

L’onerosità dell’intervento non è affatto in dubbio, e proprio per questo motivo, almeno per quel che riguarda la scuola media superiore, sembrerebbe che la Provincia anziché abbandonare il progetto stia pensando ad una nuova area pubblica libera da strutture, piuttosto che alla valorizzazione di questo complesso, sempre però compresa all’interno del territorio.

Difficile credere che il Comune acquisisca quindi gli edifici “Ex ISPRA” per destinarli ad altri servizi pubblici, anzi, visti i tempi, è molto più probabile che si punti alla dismissione con l’obiettivo di fare cassa, per dirigere poi quei fondi chissà dove.

Mentre la realizzazione della scuola media superiore potrebbe esser raggiunta, dal momento che le aree pubbliche libere, per realizzarla ex novo, davvero non mancano.

Non possiamo che augurarci che il tutto si risolva quanto prima e nel frattempo, come sempre, tenere gli occhi ben aperti.

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