ROMA CAPITALE: Corsa contro il tempo per l’approvazione del Bilancio

Come tutti gli italiani, alle prese in questo dicembre con i conti di fine anno, anche il Sindaco è alle prese con i numeri e con il rischio di darli Lui in prima persona. Nella mente del Primo Cittadino sicuramente riecheggerà la data del 23 dicembre p.v., termine ultimo per l’Assemblea Capitolina per concludere la “soap opera” sul varo del bilancio previsionale 2013 (ormai divenuto di ratifica dei soldi per lo più già spesi dal Comune), dopo l’ultimatum del prefetto Giuseppe Pecoraro, con cui si concedono ulteriori 20 giorni al parlamento cittadino prima del commissariamento ed il conseguente inizio della procedura per lo scioglimento.

Storie di campagna

Tempo forse congruo solo se la Giunta riuscirà a limare i circa 250mila (!) emendamenti presentati dalle opposizioni ed a risolvere i problemi regolamentari, causa principale del precedente sforamento del 30/11.

Passando ai numeri più veniali, il documento contabile in commento, di complessivi 6,54 miliardi di €, ripiana interamente il disavanzo della precedente gestione, grazie ad alcuni interventi esterni ed all’aumento di una serie di tariffe, oltre l’ormai immancabile spending review (secondo lo slang politically correct in auge per definire i tagli di spesa) su Dipartimenti e Municipi.

Nel dettaglio, col decreto “Salva Roma” del 28/10 scorso, il Consiglio dei Ministri ha dato il nullaosta allo stralcio di 115 milioni di € dalle partite debitorie anteriori al 28 aprile 2008 alla gestione commissariale, stanziando anche 28,5 milioni di € per la raccolta differenziata nel triennio 2013-15. L’intervento governativo permetterà così a Roma Capitale di riacquisire l’esclusiva titolarità dei crediti verso le proprie società partecipate, anche in via compensativa, attraverso appositi piani pluriennali, per un controvalore di circa 485 milioni.

Dal canto suo, la Regione ha contribuito alla manovra sboccando i trasferimenti di propria spettanza per il trasporto pubblico locale, ammontanti a circa 120 milioni di €.

Sul fronte risparmi interni invece, dopo il piano delle scorse settimane di razionalizzazione dei fitti passivi ed il programma di dismissioni immobiliari annunciato, il Campidoglio taglierà dell’8% la spesa corrente per la mobilità, i trasferimenti ai Municipi (-12%), i fondi destinati al Gabinetto del sindaco (-52%) e quelli per il funzionamento dell’Assemblea Capitolina (-56%).

Tra le voci di entrata poi, lieviteranno quasi tutte le fasce della tariffa per l’accesso alla zona a traffico limitato, i biglietti di ingresso al Museo civico di zoologia, alcune spese di istruttoria per il rilascio di licenze per il Trasporto pubblico non di linea e per le domande SCIA delle attività produttive, il costo per le riprese fotografiche di beni culturali, alcune tariffe cimiteriali tra cui il costo dei loculi, ecc.

Però, purtroppo la vera stangata per i Romani arriverà dal prossimo gennaio, quando per fronteggiare l’ulteriore taglio da oltre 900 milioni dei trasferimenti statali, il Sindaco potrà (eventualità sempre smentita dalla Giunta n.d.r.) incrementare l’aliquota dell’addizionale comunale all’Irpef dall’attuale massimo dello 0,9% di ulteriori 0,3 punti percentuali, con la magra attenuante di stabilire soglie progressive di reddito analoghe a quelle dell’imposta principale.

Infine, non va trascurato il perverso intreccio di Imu\Trise\Tari\Tasi\Iuc – su cui i 123 milioni di € di aumento delle rendite catastali delle zone di pregio del centro faranno molto comodo al sindaco -, che dal prossimo anno potrebbe trasformarsi nell’ancora di salvataggio per i conti comunali ma in quella di annegamento per le tasche dei romani, unici veri a “fare” i numeri per arrivare alla fine del mese.

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