ROMA CAPITALE: Bilancio, Giunta nuova, passi vecchi

L’avvicendamento di poteri dello scorso maggio, purtroppo non ha fatto bene ai conti pubblici capitolini, di nuovo alle prese con un buco di bilancio da 867 milioni di euro per il 2013 e con il consueto scarica barile di responsabilità.

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Riproponendo così, la litania già recitata dall’ex sindaco, quando venne allo scoperto la voragine contabile da oltre otto miliardi di € dell’era ancora precedente, ripianata solo grazie all’intervento della Cassa Deposito e Prestiti – il nuovo primo cittadino Ignazio Marino, per trovare la quadra dei conti, ha chiesto ed ottenuto l’ausilio del Governo e della Regione, non certo senza dolori per i romani.

Infatti, il documento contabile per l’anno in corso, di complessivi 6,54 miliardi di €, ripiana interamente il disavanzo della precedente gestione, grazie ad alcuni interventi esterni ed ad una spending review (secondo lo slang politically correct in auge per definire i tagli di spesa) su dipartimenti e municipi.

Nel dettaglio, col decreto “Salva Roma” del 28/10 scorso, il Consiglio dei Ministri ha dato il nullaosta allo stralcio di 115 milioni di € dalle partite debitorie anteriori al 28 aprile 2008 alla gestione commissariale, stanziando anche 28,5 milioni di € per la raccolta differenziata nel triennio 2013-15. L’intervento governativo permetterà altresì a Roma Capitale di riacquisire l’esclusiva titolarità dei crediti verso le proprie società partecipate, anche in via compensativa, attraverso appositi piani pluriennali, per un controvalore di circa 485 milioni.

Dal canto suo, la Regione ha contribuito alla manovra sboccando i trasferimenti di propria spettanza per il trasporto pubblico locale, ammontanti a circa 120 milioni di €.

Sul fronte risparmi interni invece, dopo il piano delle scorse settimane di razionalizzazione dei fitti passivi ed il programma di dismissioni immobiliari annunciato, il Campidoglio taglierà dell’8% la spesa corrente per la mobilità, i trasferimenti ai Municipi (-12%), i fondi destinati al Gabinetto del sindaco (-52%) e quelli per il funzionamento dell’Assemblea Capitolina (-56%).

Come contropartita, aumenteranno rispetto al 2012 di 43,6 milioni di € i fondi destinati alle infrastrutture, di 12,8 milioni quelli per la manutenzione scolastica e di 9,5 milioni le disponibilità dei servizi sociali.

Però, purtroppo, la vera stangata per i Romani arriverà dal prossimo gennaio, quando per fronteggiare l’ulteriore taglio da oltre 900 milioni dei trasferimenti statali, il Sindaco potrà (eventualità sempre smentita dalla Giunta n.d.r.) incrementare l’aliquota dell’addizionale comunale all’Irpef dall’attuale 0,9% di ulteriori 0,3 punti percentuali, con la magra attenuante di stabilire soglie progressive di reddito, analoghe a quelle dell’imposta principale.

Infine, non va trascurato il perverso intreccio di Imu\Trise\Tari\Tasi – su cui i 123 milioni di € di aumento delle rendite catastali delle zone di pregio del centro faranno molto comodo al sindaco -, che dovrà essere obbligatoriamente sciolto entro il prossimo 9/12, data ultima concessa dal M.E.F. alle amministrazioni locali per pubblicare le delibere per il versamento del saldo 2013, pena l’applicazione delle regole previgenti.

Concludendo, anche per l’annualità imminente, i conti in rosso del Comune ed il verde delle tasche dei romani, formeranno il preludio ad un bel patriottico tricolore, sperando nell’assenza del bianco della resa dei cittadini.

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