MALAGROTTA: Finalmente la chiusura dopo 30 anni

Proprio ieri sera, lunedì 30 settembre, davanti al cancello principale della discarica di Malagrotta, in via Casal Lumbroso, si è tenuta una manifestazione per la chiusura definitiva della discarica.

Storie di campagna

Molti i partecipanti che si sono dati appuntamento per il “Lucchetto day”, questo il nome scelto a simboleggiare la volontà a favore della chiusura definitiva per la discarica più grande d’Europa, che grava ormai da molti anni sulla Valle Galeria. Cittadini, associazioni e rappresentanti dei comitati della zona sono accorsi in mara per dare tutto il loro sostegno alla manifestazione.

La serata di ieri ha avuto un grosso significato per i cittadini, speranzosi di vedere finalmente un punto di svolta per la questione che sta minacciando la loro salute e quella del loro territorio. Dell’emergenza rifiuti e della possibile chiusura di Malagrotta, se ne sta parlando ormai da moltissimo tempo, ma una soluzione definitiva al problema non è stata ancora trovata e le innumerevoli proroghe hanno reso la reale chiusura un traguardo davvero irraggiungibile.

I cittadini e tutte le famiglie che abitano in questo quadrante, sono stanche e arrabbiate per la situazione in cui sono costrette a vivere, soffocate non solo dalla megadiscarica che emana giorno e notte odori nauseabondi, ma anche dall’ inceneritore e dalla raffineria che rendono invivibile la zona.

Questa volta sembrerebbe essere lo stesso Manlio Cerroni, proprietario della discarica, ha dichiarare su alcuni giornali la cessata attività a partire dal 1 ottobre, data in cui finalmente Malagrotta non riceverà più i rifiuti della capitale. Annuncia inoltre una futura riqualifica della discarica attraverso un’opera di “capping”, ovvero una copertura che sigilli i rifiuti e permetta di piantare oltre 340 mila piante, in un tempo medio di 4/5 anni.

La preoccupazione maggiore rimane però quella che per iniziare i lavori di capping ci sarebbe la necessità di riempire definitivamente la discarica e questo permetterebbe al titolare di Malagrotta di ricevere un ulteriore mini-proroga almeno per qualche mese.Intanto una certezza c’è, i rifiuti della capitale inizieranno ad essere raccolti e trasportati al Nord Italia, mentre verranno effettuate ulteriori verifiche su Falcognana che probabilmente sostituirà il vecchio sito. Tutto questo graverà economicamente ancora una volta sui cittadini che vedranno aumentare la propria tariffa dei rifiuti.

Intanto i primi lucchetti sono stati messi:  infatti i cittadini riuniti nella protesta hanno chiuso simbolicamente la discarica ognuno con il proprio lucchetto, nella speranza che questa sia la volta buona.

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