PALMAROLA: Il Toponimo 19.2 “Palmarola – Via Lezzeno”

Cemento in cambio di servizi. Sembra un baratto impari, ma in realtà è la formula favorita dall’Amministrazione Capitolina per arginare le lacune urbanistiche delle nostre borgate. Peccato però, che nel nostro quadrante abbondi il primo a discapito dei secondi.

Storie di campagna

A darne riprova, nuovamente dopo il caso del P.U. Palmarola – Lucchina, è l’approvazione della delibera n. 31 dello scorso 10/5, con cui il Campidoglio ha reso esecutivo il Piano di recupero urbanistico del nucleo di edilizia ex abusiva n. 19.02 – “Palmarola – Via Lezzeno”. Tale progetto prevede infatti, l’adeguamento del contesto urbano di riferimento – ad elevata ruralità – agli standard urbanistici di legge vigenti, attraverso la realizzazione di nuovi insediamenti residenziali e commerciali, su un’area fondiaria complessiva di 85390 mq. Nel dettaglio, i 20738 mq ad uso pubblico attesi, deriveranno dal flusso positivo di cassa per il Comune generato dall’ampliamento della cubatura in principio assegnata ai lotti non edificati del toponimo, da 0,40 mc/mq a 0,50 mc/mq e dal conseguente aumento dei contributi straordinari dovuti, dal 50% al 60% sugli oneri concessori.

Le modifiche al Piano Regolatore Generale, riguarderanno anche la superficie complessiva del nucleo, la quale rispetto ai preventivati 9,68 ha, subirà una maggiorazione esterna di circa 2,57 ettari a destinazione di verde pubblico, che però saranno inquadrati all’interno del computo come “aree fondiarie”, al fine di garantire la localizzazione e assegnazione della nuova volumetria, secondo il principio della perequazione tra le quattro aree soggette a convenzione. Tali comparti, i quali costituiscono il 54% dell’intera superficie edificabile privata, rileggendo un copione ormai noto, dovranno realizzare gran parte della viabilità interna al nuovo costruito, ammontante ad oltre 16mila mq e delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria già realizzate od in corso d’opera, per un importo di € 6.214.460. Vedendo il progetto complessivo in un’ottica d’insieme, l’intervento così posto completa ed integra le altre varianti ricadenti nelle zone del quartiere a ridosso del GRA, quali il piano particolareggiato di recupero urbano n. 10 ed il più complesso programma urbanistico “Palmarola-Lucchina”, ribadendone, se ve ne fosse stato bisogno, le criticità.

Infatti, ancora una volta si autorizza la proliferazione abitativa attingendo dal residuo verde della zona, fornendo come pezze di appoggio la necessità di migliorare l’assetto urbano scaturito dall’abusivismo e l’imminente realizzazione di infrastrutture pronte solo su carta, ma già sature per la mole di massa veicolare presente e futura che saranno chiamate ad incanalare.

Esempi lampante sono via E. Sperani e le nuove bretelle di congiunzione al Grande Raccordo Anulare, troppo spesso presentate come panacea del traffico sulla direttrice Casal del Marmo\Trionfale, ma ancora lontane dal vedere luce.

In conclusione, sebbene nel caso concreto, il totale di nuovi residenti sia modesto (circa 730 unità), a destare preoccupazione sono le linee politiche che incitano queste tipologie d’interventi volti a privilegiare la variante urbanistica in zone verdi diverse da quelle di interesse, per ripagare l’azione sostitutiva del privato nella realizzazione dei servizi, in luogo dell’Amministrazione Pubblica, in costante carenza finanziarie.

Condividi