ROMA CAPITALE: CORREZIONI IN ITINERE

Nella seduta del 18 Gennaio scorso, in una delle ultime riunioni prima della conclusione del proprio mandato, il Consiglio dei Ministri  ha approvato il terzo decreto integrativo alla riforma federalista di Roma Capitale.

CSC Edoardo Antonelli

Il provvedimento, che ora dovrà passare per il Parlamento, conferma i poteri commissariali in capo al Sindaco sull’emergenza traffico, ampia le possibilità di intervento della Giunta sui capitoli di spesa e, soprattutto, dirime la diatriba sorta tra Campidoglio e Regione Lazio, sulla gestione della quota comunale dei finanziamenti del Fondo nazionale per il trasporto pubblico, finora inserita nel computo regionale.

Nel dettaglio, con i correttivi apportati al precedente decreto, le risorse per il trasporto pubblico locale fissate dall’ultima manovra – reperite con l’ennesima accisa sull’energia – destinate a Roma Capitale, dovranno confluire direttamente nelle casse capitoline, al netto del contributo per la mobilità su ferro, senza più passare per via della Pisana, con la stessa tempistica prevista per la ripartizione del fondo alle regioni. Viene concesso poi al Sindaco, previa approvazione da parte di una conferenza di servizi ad hoc, anche un iter semplificato di rimodulazione dei programmi di intervento attualmente in bilancio, attraverso la revisione dei quadri economici dei progetti approvati o con la sostituzione ex novo delle infrastrutture già finanziate.

In soldoni, a patto che lo scioglimento anticipato delle Camere non crei ostacolo alla riforma, i nuovi poteri permetteranno al Comune di avere tra i 30 e i 40 milioni in più rimasti bloccati dopo l’abolizione dalla legge 360/90, un corridoio diretto alle sovvenzioni statali ed ampi margini di manovra sulle opere da realizzare, con la speranza per noi cittadini di non dover più assistere agli ormai consueti scaricabarile tra Regione e Comune sulla carenza di finanziamenti.

 

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