OTTAVIA: INCONTRO SU FR3. MIGLIORAMENTI IN ARRIVO ?

Da treno a metropolitana, da borgata a quartiere“. E’ intorno a questo tema che si è svolta l’assemblea di ieri ad Ottavia in via della Lucchina 180 presso il teatro della parrocchia S. Maddalena di Canossa. L’evento organizzato dai comitati di quartiere si inserisce in quella scia di incontri consumatosi nei mesi scorsi e finalizzati al miglioramento dei servizi e della qualità della vita del nostro territorio. In particolare, il punto focale dell’assemblea, è stata l’ennesima trattazione del progetto di trasformazione della linea ferroviaria FR3 Roma-Viterbo da linea regionale in metropolina leggera. Presenti per l’occasione anche tecnici di Ferrovie dello Stato che hanno ascoltato le rimostranze dei pendolari presenti e tratteggiato il quadro di quella che sarà, nell’immediato futuro, il potenziamento della linea ferroviaria in questione. Queste in sintesi le richieste dei comitati a FS :

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  • Aumentare il numero delle corse negli orari di punta (passare dai 15 minuti attuali a 7 minuti circa almeno nella fascia oraria che va dalle 07.00 alle 9.00)
  • Aumento della capienza dei vagoni attraverso l’utilizzo di due TAF (treni ad alta frequentazione) per raddoppiarne la  capienza che passerebbe dagli attuali 941 ai futuri 1882 utenti
  • Aumento della sicurezza, della manutenzione e delle informazioni alle stazioni (anche attraverso il riutilizzo dei locali attualmente in disuso presso le stesse, da affidare ad associazioni del territorio)
  • Rispetto della programmazione degli investimenti per la mobilità sostenibile

Una linea ferrovia che consta di 88 Km con ben 25 fermate: 10 quelle di percorso extraurbano e 15 quelle di tratta metropolinata da Cesano di Roma fino al capolinea ad Ostiense. Un linea Fr3 ad alta frequentazione e che vive l’ambigua  anomalia di ospitare in un unico tragitto il percorso di due realtà dalle differenti necessità: da un lato quella dei pendolari provenienti da Viterbo che, viste le distanze da percorrere, necessitano di un treno ad alta velocità che permetta loro di raggiungere rapidamente la Capitale, dall’altro quella dei cittadini romani della tratta Cesano-Ostiense che aspirano invece ad un servizio che, più che veloce, sia potenziato in termini di frequentazione e capienza delle vetture.

Uno dei momenti dell'incontro tra i comitati e i tecnici di FS

Ad oggi infatti il traffico su ferro lungo la direttrice Viterbo-Ostiense viaggia effettivamente a corrente alternata: da Viterbo il treno procendo lungo un tratto a binario unico e costellato da ben 20 passaggi a livello,( responsabili a detta di Fs di molti dei ritardi che ricadono poi su TAF diretto ad Ostiense)  è costretto in più di un’occasione a frenare la sua corsa alla fermata de La Storta in attesa del diretto da Viterbo. Una situazione grottesca figlia dell’inefficente rete ferroviaria della nostra regione che al solo confronto con la controparte estera non può che arrossire per la vergogna. Un problema al quale i cittadini ritengono che possa essere facilmente superato con la creazione di due percorsi distinti con fermate intermedie che evitino la sovrapposizione dei percorsi.

Ad ogni modo, l’ incontro di ieri è rimasto su posizioni interlocutorie, in quanto i tecnici di FS presenti non sono riusciti a dare risposte esaustive a tutte le problematiche sottoposte (ritardi, sofraffollamento dei vagoni, annullamento di corse, degrado diffuso, parcheggi di scambio mal utilizzati, inquinamento acustico) ma hanno comunque rassicurato l’utenza del territorio che nei prossimi mesi, ed in particolar modo  nel corso dei prossimo biennio, visti gli ingenti investimenti aziendali,  saranno molti i cambiamenti che FS ha in mente per la linea ferroviaria FR3, a comiciare dalla gestione, si   spera in maniera più  razionale, del traffico ferroviario. Non resta quindi che restare in attesa delle novità annunciate e dei nuovi passi che i comitati di quartiere intraprenderanno nella direzione di un servizio su ferro che sia rispondente alle attese di quanti quotidianamente fanno affidamento “sul trenino di Ottavia” quale unica ancora di salvezza nella mobilità impazzita dei nostri quartieri.

 

 

 

 

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