ATAC: DA OGGI BIGLIETTI METREBUS A 1.50 EURO

La storia che andiamo a raccontarvi è già nota e per evitare di affliggere ulteriormente il cuore di quanti in questi giorni sono già vessati dal carovita,  ho deciso come se fossi uno sceneggiatore consumato, di raccontarvela dalla fine,  o almeno da quella che ad oggi è l’ultima puntata del B-movie nel quale i romani, e in particolare i cittadini della nostra zona, interpretano l’ingrata parte di  spettatore/ protagonista.  Stamattina presso la stazione Subaugusta della metro A, alcuni attivisti hanno sigillato con del silicone le obliteratrici ai varchi elettronici della metro favorendo l’ingresso gratuito dei pendolari e  tappezzando la stessa fermata con manifestini inneggianti al boicottaggio del servizio di trasporto pubblico : “Un biglietto al giorno toglie il salario di torno”, “Boicotta il carovita, difendi il tuo salario”, sono solo alcuni dei messaggi utilizzati per montare la protesta.  Sempre in tarda mattina si è dato vita ad una manifestazione partita  dalla sede dell’ATAC sulla Prenestina e che ha bloccato la circolazione locale andando a morire un paio d’ore dopo a porta Maggiore.  A tutto questo si aggiunge la protesta del popolo del web che tramite blog e social network sta dando vita a nuove forme di contestazione che avranno luogo nei prossimi giorni.

DrupaCaffe

L’oggetto della contesa è l’aumento dei biglietti ATAC che passa dal prezzo di 1 € a 1.50 con un aumento netto del 50%. Unico contentino dato in pasto alla “plebe”, la durata del biglietto che si dilata passando da 75 minuti ai 100 attuali. Di conseguenza non soltanto il singolo biglietto è stato fatto oggetto di rincaro ma anche gli abbonamenti: il mensile personale costerà 35 €, quello impersonale 53, mentre l’abbonamento annuale  raggiungerà la “modica” cifra di 250 €. Aumenti che graveranno sulle tasche dei romani e che   l’ADOC  ha quantifica in 100 €  annui. Tutto questo a fronte di un servizio che in termini di qualità, e lo possiamo dire evitando sproloqui diplomatici, negli ultimi anni  è aumentato dello 0% se non  addirittura peggiorato.

La prova tangibile della disfunzione del trasporto pubblico capitolino ci viene fornita quotidianamente, osservando da vicino la realtà che vive il nostro territorio: linee quali 146, 904, 905, 998 risultano spesso in ritardo,  le vetture sono sempre sovraffollate e costringono i temerari che ogni giorno preferiscono utilizzare i mezzi pubblici per i propri  spostamenti,  a faticose levatacce e ad analoghe rincasate.

Se è vero poi  che l’aumento dei prezzi del servizio Metrebus, si adegua alle tariffe già vigenti nelle principali capitali europee, basterebbe snocciolare qualche semplice dato per far arrossire di vergogna chi in questi anni ha gestito l’azienda e la mobilità cittadina.

Questi i prezzi dei biglietti metro per una corsa singola nelle maggiori capitali europee:

  • Londra, 2 €,  12 linee di metro a disposizione dell’utenza;
  • Parigi ,  1,70 €, 14 linee di metro di cui la quattordicesima completamente automatizzata;
  • Madrid ,  1,50 €, 12 linee di trasporto disponibili;
  • Roma,  1,50 €, 2 linee disponibili, 1 in corso di realizzazione (data di fine lavori ignota) e la B1 ( 4 fermate da P.zza Bologna  a P.le Ionio),  in cantiere dal 2005 ed  ancora in fase di  collaudo.

I numeri sopra proposti  lasciano poco spazio  a  discussioni ed evidenziano  il fallimento del governo  capitolino che sceglie di far ricadere sui cittadini gli errori commessi  nell’amministrazione dell’azienda: un’azienda, l’ATAC con i conti i rosso  costante,  investita dallo scandalo parentopoli  e incapace a sua volta di fornire un servizio in grado di  coprire le esigenze di una città come la nostra.

Una storia, questa che letta a ritroso e  alla ricerca dell’antagonista,  i deboli di stomaco farebbero bene ad  abbandonare a metà lettura.

Ultime informazioni di servizio: chi fosse possessore dei  biglietti vecchi potrà utilizzarli fino al 31 luglio, e poi potrà cambiarli, pagando la differenza di 50 centesimi l’uno, fino al 31 ottobre.

 

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