CASALOTTI: Parco della Cellulosa, vecchi problemi nuove speranze

Era il lontano 2012 e la giunta Capitolina emanava la Delibera n.48 che avrebbe dato il via al processo di acquisizione del Parco della Cellulosa. Un percorso che va avanti da diversi anni e che, in effetti, non si è ancora concluso.

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Anno 2019, le voci di una prossima presa in carico da parte del Comune di Roma tornano a farsi sentire, sebbene al momento solo di voci si può parlare; è stato mostrato interesse a rimaneggiare la delibera del 2012, come affermato nella “Risoluzione n.2” del 31/01/2017, al fine di risolvere gli errori commessi in passato, ed in tempi più recenti sia il Presidente della Commissione Lavori Pubblici che un Consigliere Capitolino hanno ribadito (via social) che il processo verso la vendita al patrimonio di Roma Capitale sarebbe stato avviato.

Si tratta senz’altro di una buona notizia, sebbene al momento di ufficiale non vi sia nulla e, mettendo mano ai nostri cassetti della memoria, possiamo ben ricordare in quante occasioni si è parlato di “cosa fatta”, per poi puntualmente concludersi in un nulla di fatto.

Ciò che invece è ufficiale e di carta sonante, è la lettera recapitata nei giorni scorsi al Comitato Promotore per il Parco da parte della proprietà (la società di liquidazione Ligestra Due), una lettera dove si intima lo sgombero dal Parco con scadenza 30gg.

Uno sgombero giustificato, secondo la proprietà “dall’imminente” acquisizione, dettato dalle procedure che imporrebbero l’obbligo da parte della Pubblica Amministrazione di acquistare il Parco libero da persone e cose.

Tuttavia una volta lasciati i locali, il Parco sarà sprovvisto del servizio di guardiania, e questo con molta probabilità ne imporrà la chiusura con sigilli, fino alla tanto agognata presa in carico e successivo bando di assegnazione per la gestione.

Non solo i tempi di questo iter ci sono sconosciuti, ma chi ci assicura che, come già successo in passato, il tutto non si concluda in un nulla di fatto?

Ad aggravare lo status quo sono le condizioni dell’area denominata “Pinetina”, già oggetto di intervento questa estate a causa della presenza di numerosi Pini pericolanti, piantati appositamente ad una distanza esigua l’uno dall’altro proprio perché oggetto di una sperimentazione dell’Ente Cellulosa e Carta, al tempo ancora in essere. Gli abbattimenti programmati dall’Ente non sono più stati effettuati a causa del suo fallimento, così che queste piante hanno raggiunto dimensioni imponenti, e data la loro estrema vicinanza costituiscono un serio pericolo sia per i fruitori dell’area sia per la viabilità limitrofa.

In definitiva, il quadro generale lascia spazio a molteplici interpretazioni, ci auguriamo che a rivelarsi esatta non sarà quella che vede il Parco della Cellulosa con i sigilli alle porte.

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