CASAL SELCE: Compostaggio, quanto conta questo Processo partecipativo?

Compostaggio

Torniamo ad occuparci dell’impianto di Compostaggio, previsto nel Municipio XIII, il cui iter procedurale in fase già avanzata viene scoperto dai cittadini solo pochi mesi fa.

In buona sostanza, Roma Capitale e Ama s.p.a. hanno presentato alla Regione Lazio una richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per due impianti di Compostaggio, uno dei quali a Casal Selce, senza aver né consultato i cittadini né compreso le problematiche della zona. Proprio quelle problematiche sono state già analizzate nei nn. 137-138 de Il Pungolo ai quali rimandiamo per approfondimenti.

La Regione ha poi chiesto ad Ama ulteriore documentazione necessaria per esprimersi sulla VIA, ed è solo in quel momento che le istituzioni si ricordano di consultare i cittadini dando, anche se in ritardo, inizio al processo partecipativo.

Compostaggio
Le aree alternative individuate dai cittadini. (Foto di Ascolto Attivo)

IL PROCESSO PARTECIPATIVO

Prima di vedere a che punto siamo è bene spiegare che cos’è un Processo partecipativo e perché nel nostro caso è obbligatorio farlo.

La partecipazione dei cittadini nelle decisioni in materia di trasformazioni urbane ha proprio lo scopo di consultare chi conosce quel territorio cooperando per realizzare un progetto efficiente in un clima sereno.

Carte alla mano:

1. l’art. 3, comma 3 del “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana” del Comune di Roma (Allegato A alla De- libera n. 57/2006) recita: “sono sottoposti ad adeguata e diffusa informazione e partecipazione, a decorrere dall’avvio del progetto preliminare i progetti di opere pubbliche di importo dei lavori pari o superiore a quanto stabilito dall’art. 7 della Direttiva n. 2004/18/ CE”;

2. l’art. 7, punto c) della Direttiva n. 2004/18/ CE, indica la soglia per gli appalti pubblici di lavori di € 6.242,000.

Dato che il costo per l’impianto di compostaggio è di 20-25 milioni di euro la Pubblica Amministrazione ha non solo l’obbligo di svolgere il processo partecipativo ma di farlo partire insieme al progetto preliminare.

A CHE PUNTO SIAMO

Ad oggi ci sono stati 3 incontri del processo partecipativo in cui si è parlato della localizzazione e delle criticità della zona: rischio idrogeologico, vincolo paesaggistico, mancanza di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, ecc.

È soprattutto il rischio idrogeologico a creare maggiori perplessità. L’ulteriore riduzione di permeabilità del suolo renderebbe il rischio allagamento più che un “rischio” una certezza.

E a dirlo non sono gli abitanti, ma lo stesso Piano di Gestione del Rischio Alluvioni, che fissa proprio per quella zona il livello a “pericolosità elevata” (P3).

È stato anche chiesto ai cittadini di individuare delle aree alternative. Cosa che è stata fatta ma non ha alcun valore poiché nonostante la disponibilità a cooperare, la localizzazione per un impianto industriale di quella portata non spetta di certo ai cittadini.

Compostaggio
La tavola del rischio alluvioni della zona di Casal Selce nei pressi dell’impianto.
(Foto di Ascolto Attivo)

DOVE ARRIVEREMO

Durante gli incontri, i rappresentanti sia di Ama che del Comune di Roma si sono impegnati a tener conto dell’esito del processo partecipativo, anche se su questo pende la spada di Damocle del procedimento di VIA ancora in corso.

Ed è proprio in caso di VIA positiva che c’è da chiedersi che tipo di scelta farà l’Amministrazione: manterrà la promessa fatta ai cittadini, tenendo in considerazione i problemi emersi nel processo partecipativo o, in caso di parere positivo dalla Regione, procederà con la realizzazione dell’impianto?

Il prossimo incontro del processo prevede una “mostra”, prevista per questo sabato 12 Gennaio presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione “Auxilium”, in Via Cremolino 141.

Partecipiamo numerosi.

Per maggiori informazioni sull’appuntamento di sabato consultare il nostro calendario.

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