SELVA NERA: Peggiora la “discarica” su Via Clorinda Menguzzato

Via Clorinda Menguzzato

Nel corso degli anni ci siamo occupati spesso della discarica abusiva a cielo aperto che si forma in prossimità della campana su Via Clorinda Menguzzato, spesso in relazione ad un’altra discarica, quella su Via della Riserva Grande, a pochissimi metri di distanza.

Già nel 2016 avevamo evidenziato il cumulo di rifiuti che si formava costantemente in prossimità della campana del vetro, in quel momento posizionata al margine della corsia di marcia, in direzione Via di Selva Nera.

Qualche mese più tardi si è cercato di arginare il problema spostando la campana dalla sede di Via della Riserva Grande all’attuale sede di Via Clorinda Menguzzato, con la speranza di scoraggiare lo sversamento abusivo dei rifiuti.

Ma è servito a poco o a nulla. Da quel momento, infatti, le discariche sono diventate due e sia nell’area semi nascosta di Via della Riserva Grande che intorno alla campana del vetro di Via Clorinda Menguzzato, nel tempo si sono accumulati costantemente rifiuti di qualsiasi genere.

Ad oggi, mentre la situazione su Via Clorinda Menguzzato è diventata insostenibile per la grande mole di rifiuti, l’area di Via della Riserva Grande invece risulta essere stata pulita, anche se purtroppo i ripetuti interventi di pulizia si rivelano inutili di fronte al continuo sversamento, da parte di alcuni cittadini incivili e noncuranti, di una vasta quantità di rifiuti.

Ci si augura che a breve possa essere effettuata una nuova pulizia anche in prossimità della campana del vetro, in attesa che si possano trovare finalmente soluzioni efficaci per contenere un problema che si aggrava giorno per giorno.

Questo è soltanto uno dei tanti casi di strade ed aree, in particolare nel quartiere di Selva Nera ma in tutta la periferia in generale, bersagliate costantemente dagli incivili. Su tutti c’è sicuramente Via Domenico Montagnana, ormai diventata una discarica a cielo aperto lungo buona parte del tratto che si interseca poi con Via della Storta e per la quale sembra non esserci una soluzione.

Tutto il quadrante, comunque, è sommerso dai rifiuti e, a più di tre anni di distanza dalla partenza del sistema “Porta a Porta”, è necessario revisionare il sistema Porta a Porta a fronte dei dati e delle esperienze acquisite in questi anni.

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere socio-economico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.