IL FERMACARTE: Il suono della vita – Hanns-Josef Ortheil | KELLER

Il suono della vita

In Il Suono Della Vita, Johannes è un bambino come tanti altri nella Colonia degli anni ’50. Anzi no, come pochi altri. Non parla ma non è muto. Semplicemente è nato e cresciuto con una madre che per dolore – la morte dei figli durante e dopo la Seconda guerra mondiale – ha rifiutato le parole.

Eppure la vita bussa prepotentemente al suo cuore: ha il suono dell’amato pianoforte. E l’aspetto di un padre amorevole che comincerà con lui una paziente formazione a contatto con la natura per insegnargli a percepire immagini e impressioni, disegnarle e assegnare a ciascuna un nome. Un padre che troverà la chiave giusta per riportarlo a parlare. Infatti, pian piano, il muro del silenzio si incrina fino a sgretolarsi e Johannes è finalmente libero di seguire i propri desideri.

Il grande amore per la musica lo porta a Roma per diventare un pianista, ma ben presto capisce che anche il fallimento appartiene alla vita.

Una volta tornato in Germania, uno dei suoi vecchi insegnanti lo esorta a confrontarsi con la scrittura e sarà ancora Roma, dopo tre decenni, il luogo dove mettersi alla prova e dove scrivere e ripensare alla propria giovinezza, al primo amore, alle amicizie, ai primi successi e alle delusioni.

In questo modo, anche le immagini e le parole disegnate sui suoi quaderni durante l’infanzia diventeranno più nitide e comprensibili.

Il Suono Della Vita è un romanzo intimista sulla ricerca del proprio posto nel mondo, sulla forza vivifica della musica e della scrittura, sulla potenza inventiva di entrambe e la capacità di stravolgere le barriere fisiche e sociali.

È la storia di una persona che fa degli affetti, delle parole e della musica gli strumenti per affrontare l’esistenza quotidiana.

Un vivere pieno di esperienza e di suoni, nel quale però non manca mai il silenzio, che è per Johannes lo strumento migliore per ampliare i sensi e percepire le note più profonde dell’animo umano.

Il Suono Della Vita è una sorta di comfort book, perché ha la stessa funzione dei piatti cucinati dalla nonna la domenica. Ti riappacifica con il mondo.

Perché, è sempre bene ricordarlo, la vita è sì corta, ma è larga. E non bisogna mai aver paura di un lieto fine.

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