FOSSI URBANI: Campomorto, i lavori potrebbero partire già nel 2019

Campomorto

Un’opera fondamentale attesa dal territorio da oltre dieci anni, della quale ci siamo occupati spesso tra le pagine del Pungolo, sembra poter vedere davvero la luce già nel prossimo 2019.

Stiamo parlando dell’intervento di «riordino ed adeguamento della rete dei collettori confluenti nel Fosso di Campomorto», uno dei pochi interventi strutturali volti a riqualificare davvero una parte del sistema fognario della nostra periferia.  

Come per altri progetti (ad esempio quello del Depuratore di Tragliatella o il collegamento Casorezzo – Esperia Sperani), bisogna tornare indietro di oltre dieci anni per ripercorrere le tappe di questo lungo e travagliato percorso.

LA STORIA

Il primo progetto definitivo dell’opera legata al Fosso di Campomorto, infatti, venne approvato nel lontano 31 Dicembre 2007 e prevedeva una spesa complessiva di 4.926.800 Euro. Da quel momento, ci sono voluti altri 5 anni di pazienza per l’affidamento dell’appalto, avvenuto il 4 luglio del 2012 ma, a causa dei vincoli di bilancio imposti dalla Legge 183 del 2011, l’Amministrazione Capitolina non potè procedere alla stipula del contratto e, il 31 Dicembre del 2012, decadde anche il vincolo della pubblica utilità, senza il quale non si sarebbe comunque potuto procedere agli espropri per la realizzazione dell’opera stessa.

IL NUOVO CORSO

Con il bilancio di previsione 2017-2019 però, l’opera viene rifinanziata tramite risorse derivanti da Avanzo di Amministrazione e, lo scorso 18 Settembre, viene riapprovato, con la Deliberazione di Giunta n. 169, il progetto definitivo ai fini del rinnovo della dichiarazione di pubblica utilità, indispensabile per procedere alla regolare occupazione delle aree necessarie all’esecuzione dei lavori.

Per l’esecuzione infine, verrà richiamata la stessa ditta che si era già aggiudicata l’appalto nel 2012, così da risparmiare altri innumerevoli mesi per l’espletazione della gara e aumentare le probabilità di veder davvero partire l’opera già nel 2019.

Campomorto

L’INTERVENTO

Per capire bene l’importanza dell’opera, forse occorre dare qualche numero. La lunghezza del Fosso di Campomorto è pari a circa 1,4 km e raccoglie apporti di acque miste da una superficie complessiva di 185 ettari, per buona parte edificata. L’esito finale è nel bacino più importante del nostro territorio, il Rio Galeria, esondato nel 2014, oltre che per le particolari condizioni atmosferiche, anche per la mancanza di opere importanti come questa, in grado di alleggerirne il carico. 

Il nuovo collettore avrà una sezione di partenza ovoidale, una tipo VII come si usa in linguaggio tecnico, che ha un diametro di 800×1200 mm (attualmente c’è un collettore di cemento con diametro 500mm) e terminerà con un tubo a sezione circolare di diametro 1800mm.

Non vogliamo aggiungere altri dettagli, ma per i più curiosi, in allegato alla D.G.Ca 169, ci sono tutti gli schemi del progetto.

Ci auguriamo che interventi simili possano essere previsti anche per altri collettori che raccolgono le acque da diversi bacini importanti, come ad esempio il collettore del Fosso del Bamboccio che raccoglie le acque provenienti da Selva Candida e Selva Nera, così da ridurre notevolemente il rischio di allagamento per le zone abitate situate più a valle nella nostra periferia.

Per lasciarci alle spalle una volta per tutte eventi come quelli del 31 Gennaio 2014 è necessario però prevedere un intervento strutturale anche sul bacino del Rio Galeria, allargandone la portata e riducendo di gran lunga il rischio allagamento.

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