SELVA CANDIDA: «Apprendere nel tempo della rete» per “imparare” il futuro all’Auxilium

Auxilium

Oggi più che mai la comunicazione, la tecnologia e l’educazione vivono a stretto a contatto. Internet ha mutato l’ambiente delle relazioni, dei rapporti fra generazioni, del lavoro e della modalità attraverso cui i ragazzi ricevono la formazione.

Per questo la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium, nel 2017, ha proposto un corso interdisciplinare per mostrare il continente digitale, leggendone risorse e difficoltà.

In continuità con quanto avviato lo scorso anno, la Facoltà vuole ora approfondire le trasformazioni che l’evoluzione culturale e bio-tecnologica sta producendo nei processi di educazione, formazione, apprendimento e costruzione delle conoscenze.

«Apprendere nel tempo della rete. Percorsi per “imparare” il futuro» è il tema della proposta formativa che si sviluppa in tre sabati dalle 9:00 alle 12:30.

Il percorso aiuterà a prendere consapevolezza delle questioni pedagogiche, antropologiche ed etiche in gioco nell’attuale contesto socio-culturale. Gli educatori, cui è principalmente rivolta la proposta, impareranno in prima persona ad essere fruitori critici e produttori responsabili dei contenuti digitali.

E poi saranno proprio loro a trasmettere questo sapere ai ragazzi perché siano cittadini attivi della società digitale, partecipi delle scelte e delle azioni che costruiscono la comunità come spazio per l’incontro e la relazione tra le persone.

I CORSI

Nel primo appuntamento, in programma questo sabato 20 Ottobre, si parla di “Ripensare l’umano in una società ipercomplessa”. La cultura in cui siamo immersi vive una fase di trasformazione inedita. La progressiva “biologizzazione delle macchine” e “meccanizzazione degli esseri viventi”, sconvolge categorie antropologiche che credevamo indiscutibili.

Rispetto a tali cambiamenti rischiamo di sentirci inadeguati e impreparati a rispondere alle questioni difficili che tali mutamenti pongono. È in gioco il “principio di umanità” e la sua legittimità.

Sopravviveremo?

Risponderanno a questo interrogativo, Franca Pinto Minerva, docente emerito di Pedagogia generale all’Università degli studi di Foggia, Paolo Benanti, docente alla Pontificia Università Gregoriana di Roma ed esperto di bioetica, etica delle tecnologie e human adaptation.

Nel secondo appuntamento, il 17 novembre 2018, l’atteso intervento di Pier Cesare Rivoltella, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, fondatore e direttore del Cremit, (Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’informazione e alla tecnologia).

Rivoltella presenta il tema “Il futuro entra in classe: «smontare» e «montare» significati”. La tecnologia didattica non sostituisce la didattica tradizionale, ma è l’elemento che genera valore aggiunto, in primo luogo in funzione inclusiva.

Il dispositivo elettronico è strumento di motivazione e di attenzione, così come di inclusione e di coinvolgimento. I  ragazzi diventano protagonisti del loro apprendimento, in quanto vengono coinvolte tutte le capacità di ideazione, creazione, produzione, appropriazione.

Alle istanze di “smontare i messaggi” e pensare autonomamente sono legati i temi della cittadinanza attiva e del media-attivismo.

Il 1° dicembre ritorna Rivoltella, assieme a Michele Marangi, anche lui docente alla Cattolica e membro del Cremit.

Gli insegnanti possono partecipare ai corsi utilizzando la Carta del Docente.

La Facoltà è infatti presente nell’elenco degli enti accreditati al Miur per offrire questo servizio. Per iscriversi nella piattaforma Sophia (MIUR) ai singoli incontri del corso interdisciplinare cercare:

  • ID 18385:  Ripensare l’umano nella società ipercomplessa (20 ottobre 2018);
  • ID 18388: Il futuro entra in classe: “smontare” e “montare” significati (17 novembre 2018);
  • ID 18389:  La cittadinanza digitale (1° dicembre 2018).

www.pfse-auxilium.org

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