IL FERMACARTE: Sharp Objects – Gillian Flynn | Giunti

Sharp Objects

Sharp Objects, di Gillian Flynn, prima di diventare una serie televisiva trasmessa sul canale Sky Atlantic, è un romanzo avvincente e sconcertante. Un thriller psicologico.

Una storia magistrale che scava nel passato della sua protagonista Camille Preaker.

Non vi aspettate in questa recensione di cogliere nessun indizio sul finale stupefacente. Lascio al lettore la sorpresa, e a lui lo stupore, di scoprire l’epilogo.

A Camille Preaker, giornalista in erba, viene affidato l’incarico di seguire una vicenda di cronaca nera nella sua città di origine, Wind Gap, una cittadina di provincia dove è nata e cresciuta e dove ancora vive la sua famiglia. E’ anche il luogo però dove qualche mese prima è stata ritrovata una bambina morta, strangolata e seviziata. E ora si vive lo stesso dramma dopo la scomparsa di un’altra bambina, Natalie Keene.

Camille sarà tra le prime a ritrovare il cadavere della seconda bambina, anche lei orrendamente mutilata nello stesso modo della prima. A sancire che la mano del brutale killer è la stessa.

Per Camille non sarà facile portare avanti il caso affidatole perché la farà ripiombare in un passato dal quale è fuggita e del quale porta tangibili segni addosso.

Perché Camille è la figlia illegittima di Adora, donna fredda e inquietante, ammirata da tutti i suoi concittadini, ma totalmente incapace di amare la figlia.

Camille si troverà nel seguire le piste dell’indagine a relazionarsi nuovamente con la madre e con la sorellastra, Anna, ragazzina tredicenne all’apparenza normale ma piena di risvolti inquietanti.

Sharp Objects, incentrato sulle relazioni familiari e sulle conseguenze psicologiche e gli effetti devastanti di una adolescenza vissuta in un ambiente malsano, lascia il dubbio che alcune cicatrici cucite sulla pelle, siano indelebili.

Ma si può ricominciare sempre e rinascere a nuova vita, così l’autrice Gillian Flynn ci lascia sperare. E non vi ho detto niente del finale.

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