CINEMA: 35MM – Una storia senza nome

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Una storia senza nome” di Roberto Andò.

TRAMA

Valeria (Micaela Ramazzotti) è la segretaria di una casa di produzione cinematografica, all’insaputa di tutti è la mente delle numerose storie di un famoso sceneggiatore. Così da anni Alessandro Pes (Alessandro Gassman) non scrive più nulla di suo pugno, affidandosi totalmente a Valeria.

Alessandro e Valeria

La donna riceve la soffiata di una singolare storia da parte un uomo misterioso (Renato Carpentieri). Il racconto è avvincente e Valeria pensa proprio che è quello di cui lo sceneggiatore Pes ha bisogno: comincia a buttare giù il soggetto e consegna lui il film.

L’uomo misterioso svela a Valeria del furto di un quadro, “La natività” del Caravaggio, è una trama particolare che si intreccia con la mafia siciliana.

La sceneggiatura prende vita e da quel momento le cose cambieranno drasticamente.

RECENSIONE

Il lungometraggio si apre lentamente, si entra passo passo nella storia. Seppur l’incipit risulta poco dinamico, la potenza scenica di Micaela Ramazzotti colma ogni tipo di mancanza: ci si appassiona sempre ai suoi personaggi.

Alberto e Valeria

Le premesse del cast sono del tutto positive: gli interpreti singolarmente notevoli ma, in questo caso, poco armonici ed amalgamati tra loro. Sembra che funzioni solo il rapporto tra la Ramazzotti e Carpentieri. 

Il regista inserisce nell’intreccio tanti temi e generi, satura il lungometraggio di luoghi comuni e situazioni che non verranno mai sciolte o verranno tralasciate.

Roberto Andò prova a creare un giallo attuale dai sapori noir. Il film in numerosi passaggi incuriosisce ed appassiona risultando l’attimo dopo nebuloso e caotico. Senza dubbio la pellicola tenta di ricordare, con scarsi risultati, il brivido di Hitchcock e la ricercatezza barocca dei dettagli in stile Sorrentino.

GIUDIZIO FINALE

“Una storia senza nome” non è un esperimento totalmente mal riuscito. La trama c’è e, quando alcuni elementi si incastrano correttamente, è una narrazione interessante e piacevole. Ciò nonostante rimane un soggetto fine a se stesso che poco lascia ai presenti in sala.

Valeria fa una scoperta sconvolgente

L’elemento che più manca è lo spunto di riflessione, l’introspezione che potrebbe suscitare nello spettatore. Una storia dai risvolti prevedibili che avrebbe potuto certamente pretendere di più se trattata con maggior cura.

VOTO FINALE: 4,5/10

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