CASAL SELCE: Impianto di compostaggio, presentate le osservazioni

Compostaggio

A seguito del Consiglio Municipale tematico riguardante l’impianto di Compostaggio previsto a Casal Selce, tenutosi lo scorso 18 Maggio presso la sala consiglio del Municipio Roma XIII, i cittadini, compresa l’intenzione da parte dell’amministrazione municipale e comunale, di voler comunque procedere alla realizzazione dell’impianto, hanno depositato, lo scorso 7 Giugno, le osservazioni alla valutazione di impatto ambientale presentata dal Comune di Roma e da Ama alla Regione Lazio.

Il documento mette in evidenza 6 diverse criticità, sulla base delle quali ci si dovrebbe quantomeno fermare a riflettere.

Andiamole quindi a vedere nel dettaglio.

L’ASSENZA DELLA VAS

Secondo quanto stabilito dall’art. 4.2 della legge 152, «la valutazione ambientale   strategica, o semplicemente valutazione ambientale (di seguito indicata come VAS), riguarda i piani ed i programmi di intervento sul territorio ed è preordinata a garantire che gli effetti sull’ambiente derivanti  dall’attuazione di detti piani e programmi siano presi in considerazione durante la loro elaborazione e prima della loro approvazione».

La legge n° 152 indica senza alcun dubbio come la VAS sia procedura preliminare e necessaria ad ogni altra valutazione inerente il rilascio di una qualsivoglia autorizzazione per un piano o progetto, che semplicemente possa impattare in modo significativo sull’ambiente, così come definito nell’art. 4.1.a.4 della stessa legge, secondo il quale è necessario «assicurare che venga comunque effettuata la valutazione ambientale dei piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente».

Per questi motivi, i cittadini, richiedono il rinvio al proponente del progetto di AMA senza dar seguito alla procedura di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), data la mancanza di VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

IL VINCOLO PAESISTICO

Il 7 Ottobre del 2014, la Regione Lazio fissa un vincolo paesistico per l’area del Comune di Roma denominata come «Agro romano occidentale, zona del Fosso della Quistione e Tenuta della Massa Gallesina lungo la Via Aurelia e Via di Casal Selce».

Nella fase istruttoria della fissazione del vincolo, il Comune di Roma presenta un’osservazione dove chiede alla Regione di «prendere atto della destinazione di PRG che individua l’area di Casal Selce come “infrastrutture tecnologiche”».

L’osservazione viene respinta, poichè la «mera previsione nello strumento urbanistico, in assenza di concrete realizzazioni, non preclude al riconoscimento del notevole interesse pubblico teso al recupero ambientale e paesaggistico».

L’area però, a causa di una trasformazione attigua all’area in oggetto, viene riclassificata da “paesaggio agrario di rilevante vaolre” a “paesaggio agrario di valore”.

Ma anche quest’ultima tipologia non sembra prevedere in nessun caso la trasformazione richiesta dal Comune di Roma e da AMA per la realizzazione dell’impianto di Compostaggio, motivo per cui i cittadini richiedono, anche sulla base del vincolo paesistico, il parere negativo alla VIA.

RISCHIO IDROGEOLOGICO

In merito al rischio idrogeologico, è inutile ricordare che solo 4 anni fa tutta l’area a ridosso dell’impianto è stata soggetta ad allagamento, tanto che il PTPR Regionale ne ha dovuto rivedere gli indici di rischio. Non solo, in questi quattro anni nulla è stato fatto per ridurre il fenomeno alluvionale in quel tratto.

Ma anche l’area vera e propria dell’impianto, data la dissennata attività estrattiva nelle aree adiacienti, presenta notevoli criticità.

Inoltre l’indagine morfologica condotta per conto di AMA non è stata effettuata attraverso carotaggi del terreno, ma solo attraverso lo studio delle mappe geologiche e topografiche della zona, impedendo quindi una esclusione totale dei rischi.

RISCHIO ARCHEOLOGICO

Anche per il rischio archeologico, la relazione non si basa su carotaggi o scavi in trincee, ma sulla consultazione di documenti risalenti al XVI e XVII secolo e sulla semplice osservazione visiva. Inoltre dal terreno non sono stati prelevati campioni, poichè non si è ritenuto necessario effettuare un riconoscimento più puntuale delle tipologie o classi di materiali.

Tuttavia, la stessa indagine archeologica, riconosce come «la densa antropizzazione del territorio in età arcaica e romana, l’assenza di indagini sistematiche più volte richiamata, nonchè la presenza del limitrofo asse viario ricalcato dall’attuale Via di Casal Selce, rendono l’area non esente da rischio archeologico».

RISCHIO AMBIENTALE E DELLA SALUTE

Nelle osservazioni presentate su questa tematica, cittadini e comitati prendono ad esempio le considerazioni elaborate per la Regione Piemonte dal Prof. Giuseppe Zicari. Nella relazione si evidenzia come «l’attività di compostaggio presenta dei rischi di tipo sanitario relativi al sito in cui si produce ed altri associati all’utilizzo del compostato in campo. In particolare l’attività di compostaggio può generare dei pericoli per i lavoratori (es. rumore, polveri, bio-aereosol) ed, in alcune condizioni, per la popolazione residente nelle immediate adiacenze (rumore, odori, traffico veicolare); mentre l’utilizzo del compost in agricoltura (come ammendante o per la pacciamatura) o per la copertura di aree verdi, potrà essere fonte di pericoli diversi (es. fitotossicità e bioaccumulo)».

I firmatari delle osservazioni quindi, richiedono il parere negativo alla VIA del progetto di AMA a fronte della sottovalutazione del rischio di inquinamento atmosferico, del suolo e del sito lavorativo, con conseguenze non prevedibili per l’ambiente, la salute della popolazione residente nei pressi dell’impianto, nonchè dei lavoratori.

CONSUMO DI SUOLO

L’ARPA Lazio, nella sezione “Suolo e bonifiche” definisce consumo di suolo la trasformazione da uno stato naturale o agricolo, quindi comunque libero da copertura, ad uno artificiale (coperto da cemento o asfalto).

La Commissione europea, che si è occupata dell’argomento, ha pubblicato nel 2012 le linee guida per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo. Nelle linee emerge in sostanza che una buona prassi prevede la creazione di incentivi per riutilizzare i terreni, piuttosto che sviluppare nuovi siti, chiedendo di dimostrare che non esistano ragionevoli alternative alla conversione di nuovi terreni, evidenziando il potenziale dei siti dismessi, molti dei quali ben inseriti nelle infrastrutture esistenti e riducendo i costi.

In questo caso, motivo per il quale i cittadini richiedono il parere negativo a VIA, non è stata fornita nessuna ragionevole alternativa al sito proposto su Via di Casal Selce.

CONCLUSIONI

Nella scorsa edizione abbiamo evidenziato la mancanza di opportunità nella scelta dell’area di Casal Selce, considerata l’assenza, ancora dopo 50 anni dalla sua urbanizzazione, di opere primarie quali acqua, fogne ed illuminazione.

Le istituzioni hanno però deciso di presentare comunque la Valutazione di Impatto Ambientale.

Così, insieme a professionisti, cittadini, associazioni e comitati, abbiamo prodotto il documento con le osservazioni a tale procedura, presentate secondo legge e nei tempi stabili.

A breve verrà anche organizzato un incontro pubblico in cui si farà il punto complessivo sull’impianto di compostaggio per ora previsto a Casal Selce.

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere socio-economico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.