CASTEL DI GUIDO: Un patrimonio da tutelare

Castel di Guido

All’estremo confine nord del Municipio Roma XIII si colloca una delle aziende agricole pubbliche più grandi d’Europa. Un paradiso incontaminato con flora e fauna di pregio, lasciato però all’abbandono fino a pochi mesi fa e rilanciato nel 2018 dall’amministrazione comunale, che ha in carico la gestione dell’azienda produttiva, mentre la proprietà delle aree è della Regione Lazio.

Abbiamo incontrato l’Agronomo Maurizio Desantis (staff dell’Assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di Roma) ed il fattore Attilio Zanini, ai quali abbiamo chiesto di raccontarci le strategie per il rilancio della Tenuta di Castel di Guido.

LA TENUTA

«La Tenuta di Castel di Guido – ci dice Maurizio Desantis – si sviluppa su una superficie complessiva di circa 2000 ettari, suddivisa in 1000 ettari destinati a bosco, 350 a pascolo, 350 a seminativo e circa 30 ettari ad oliveto. Oltre a queste superfici è in dotazione all’azienda un ulteriore appezzamento di circa 45 ettari, a Palidoro, attualmente coltivato ad erba medica destinata all’alimentazione animale. Fanno parte della tenuta infine, anche 180 ettari riservati all’Oasi Lipu Castel di Guido, che svolge un lavoro fondamentale per la tutela e la salvaguardia della fauna e della biodiversità in questo angolo incontaminato di Macchia mediterranea».

Castel di Guido

LA PRODUZIONE ANIMALE

Che situazione avete trovato al vostro arrivo in Tenuta?

«L’effetto principale di questi anni di sostanziale abbandono è stato quello di un sovrappopolamento degli animali al pascolo, costituiti da mucche di razza “Maremmana”, che avevano raggiunto un totale di circa 500 capi, e degli animali da lattazione, costituiti da mucche di razza “Frisona”, che avevano raggiunto il numero di circa 250 capi. Solo per il loro mantenimento siamo stati costretti ad un importante esborso economico per l’acquisto di fieno e foraggi per la loro alimentazione. 

La memoria di Giunta dell’8 Gennaio scorso, però, ha fortunatamente previsto un ridimensionamento dei capi di bestiame da ospitare nella Tenuta, sia per permettere una corretta razionalizzazione dell’azienda, sia per poter garantire il benessere degli animali. Sono state così vendute “da vita” circa 200 Maremmane e 70 Frisone. L’obiettivo finale è quello di avere complessivamente 200 Maremmane e 150 Frisone, di cui 50 in lattazione.

Il lavoro pertanto è partito dalla riqualificazione delle condizioni di vita degli animali, che ha portato ad azzerare la morte post parto di vacche e vitelli, anche al di sotto della mortalità statistica naturale di un allevamento ed è proseguito con la riqualificazione dell’azienda, comprese le staccionate aziendali prive di qualsiasi manutenzione da oltre 20 anni.

La riqualificazione ci ha permesso di rientrare anche in possesso della stalla e di circa 100 capi che erano stati preventivamente sequestrati proprio a causa delle condizioni di malessere in cui erano stati lasciati.

Siamo sulla buona strada, ed il lavoro inizia a vedersi anche al colpo d’occhio, ma c’è ancora molto da fare».

LA PRODUZIONE AGRICOLA

«Per capire la differenza fra la produzione che è stata possibile fare appena arrivati e quella che abbiamo intenzione di raggiungere quest’anno – afferma Attilio Zanini – basti pensare che attualmente sono stati prodotti nel giro di un mese oltre 1700 balloni di fieno, quantità pari a quelle registrate nell’intera annata agraria del 2017, per la stessa tipologia di produzione.

L’aumento della produzione di fienagione e la razionalizzazione del bestiame ci permetterà di raggiungere un’alta efficienza economica ed anche una migliore gestione degli spazi a disposizione. Da gennaio ad oggi, infatti, sono stati seminati circa 90 ettari a foraggio ed attualmente abbiamo circa 100 ettari di erba medica. Inoltre, verrà seminata per circa 100 ettari una varietà di seme tardiva che verrà raccolta entro agosto. Mentre l’area di Palidoro, attualmente destinata ad erba medica, verrà invece utilizzata per la coltivazione di ortaggi biologici, che ci permetterà anche di differenziare le colture.

Abbiamo inoltre riattivato l’oliveto aziendale, che si estende per 30 ettari e contiene circa 4000 piante di olivo, che erano state abbandonate da 10 anni. Attualmente sono state effettuate potature e lavorazioni del terreno e si prevede una buona produzione di olio per l’anno 2019».

Castel di Guido

LA VENDITA DIRETTA

La razionalizzazione degli spazi e dei capi di bestiame oltre all’aumento delle colture biologiche è destinata al raggiungimento di un importante obiettivo: ristrutturare il caseificio aziendale ed il punto vendita.

Il punto vendita, che rappresenta una sfida importante, verrà utilizzato con un’idea principalmente di prossimità, destinata soprattutto a quei cittadini che vorranno passare una giornata all’aria aperta e godersi la campagna romana.

Per raggiungere questi obiettivi però è essenziale un aumento delle risorse umane a disposizione. È quindi in previsione un bando per il reperimento di 40 operai a tempo indeterminato, di cui 15 per stabilizzazione e 25 per nuova assunzione, 10 per il 2018 e 15 per il 2019.

LA VALORIZZAZIONE STORICA E AMBIENTALE

L’importanza storica della Tenuta è immensa. Qui risiedevano imperatori romani del calibro di Antonino Pio e Marco Aurelio, nel sito noto come Villa delle Colonnacce per il suo singolare aspetto architettonico. Ed il nome di Castel di Guido è dovuto alla cacciata dei saraceni, nell’846 dC, da parte di Guido I Duca di Spoleto e Camerino.

Il mantenimento di tali siti e lo sviluppo degli scavi è opera del Gruppo Archeologico Romano, che collabora fianco a fianco con la Soprintendenza. La valorizzazione ambientale è invece principalmente affidata all’Oasi della Lipu. Per comprendere bene l’importanza ambientale della Tenuta basti pensare che qui ha deciso di “riformare famiglia” il lupo appenninico, sparito da Roma da oltre 100 anni.

Castel di Guido
Villa Lorium

I RAPPORTI CON LE ASSOCIAZIONI

«La valorizzazione di questo immenso spazio – conlude Massimo – è possibile anche grazie a tutte le associazioni che ruotano intorno alla Tenuta e alle loro diverse attività. Stiamo collaborando con Legambiente, con la quale abbiamo stipulato un protocollo d’intesa per circa 60 equidi (cavalli, asini e muli) ospitati nella Tenuta a seguito di un sequestro nella zona di Lunghezza. Promuoviamo anche eventi con cooperative a scopo sociale come la “Mio fratello è figlio unico” che si occupa dell’integrazione di bambini in difficoltà.

Ma collaboriamo anche con la rete dei “Teatri di Paglia” e con gli Scout. Abbiamo infine ottimi rapporti con le associazioni di Protezione civile del territorio, con l’associazione “Castel di Guido e…altro” e con il Comitato di Quartiere Castel di Guido, rapporti necessari per il raggiungimento degli obiettivi preposti come, ad esempio, il modello di eccellenza di agricoltura sociale comprese le fattorie didattiche ed il centro di educazione ambientale».

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