IL FERMACARTE: Il Caso Tortora | Luca Steffenoni

Il caso tortora

Il Caso Tortora di Luca Steffenoni è un legal thriller in cui nulla è lasciato al caso. Ho scelto di leggerlo perché, seppur vagamente causa mere questioni anagrafiche, ricordavo la vicenda che ha colpito Enzo Tortora.

Ne ricordavo il volto, avevo labili tracce del pappagallo di Portobello e dell’ingiustizia subita, ma non avevo idea dei dettagli.

Così, curiosa come una scimmia, mi sono approcciata a questo libro che spiega minuziosamente protagonisti e meccanismi che hanno permesso che un uomo innocente fosse giudicato colpevole ancor prima di essere processato. E nel processo a Enzo Tortora la giustizia non ha trovato terreno fertile dal principio.

Tutto accadde tra gli ultimi anni settanta e la prima metà degli ottanta.

Enzo Tortora era un uomo famoso, un uomo della televisione, giornalista, autore e presentatore entrava nelle case rassicurante e pacato col suo Portobello.

Aveva in trasmissione un pappagallo che i concorrenti provavano a far parlare.

L’ingranaggio che ha portato al suo arresto è partito ancora prima del suo arresto. Ne Il Caso Tortora c’entra la camorra, l’uso dei pentiti che dopo furono pentiti di essersi fintamente pentiti, c’entrano spacciatori e assassini, un pacco di centrini proveniente da un carcere (sì centrini ricamati da vendere all’asta durante  la trasmissione) e la malafede dei giudici.

Fu arrestato con un blitz alle 4 del mattino del 17 giugno del 1983 (il 17 ricorrerà molte volte) per traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico.

Spiattellato sui giornali come colpevole con tutte le tesi delle grandi penne dell’epoca che sostenevano, ognuno a suo modo, quanto fosse plausibile questa scivolata di stile del grande conduttore che infatti non ce la raccontava giusta.

L’Italia e il suo popolo giustizialista mette i brividi in questi contesti.

Di lui si disse che prese accordi per la vendita di droga, molta droga, e c’è chi andava giurando di averlo visto con i propri occhi. Cocaina.

E che ne facesse massiccio uso, considerando la vita frenetica e instancabile che faceva. Dissero. Ma bizzarramente nessuno mai si prese la briga di fargli le analisi per avere un riscontro banale di queste “dicerie”.

Enzo Tortora venne scarcerato e riabilitato, col passare degli anni, decisamente fuori tempo massimo per riappropriarsi di una vita normale e di pensieri sereni.

Il Caso Tortora, come riporta Luca Steffenoni, è stato davvero un caso di macelleria giudiziaria di alto livello, che alla fine fa quasi temere per la propria incolumità.

Perché una cosa così assurda e lontana dalla realtà, che viene perpetrata così a lungo, fa pensare che nessuno di noi è al sicuro.

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