CASAL SELCE: Impianto di compostaggio, avanti senza i cittadini

Compostaggio

Un fulmine a ciel sereno, così è stata accolta dalla periferia la richiesta alla Regione Lazio di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per i due impianti di Compostaggio, Casal Selce e Cesano, presentata da Roma Capitale e da Ama s.p.a.

Un iter progettuale che è partito e prosegue senza aver mai tenuto conto del territorio, delle sue esigenze e delle sue condizioni urbanistiche, dei cittadini e delle loro difficoltà quotidiane.

Un progetto mai partecipato e mai partecipativo, contro il quale la periferia sarà costretta a dare battaglia.

Iniziamo con l’analizzare i fatti: il Comune di Roma lo scorso 2 Marzo annuncia che l’iter per i due nuovi impianti di compostaggio, previsti a Casal Selce e Cesano Osteria Nuova, sta proseguendo, con la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presentata alla Regione Lazio.

IL COMUNICATO

Nel Comunicato presente sul sito del Comune di Roma si legge che: «la scelta di realizzare i nuovi impianti viene condivisa con i cittadini del XIII e del XV Municipio otto mesi prima della presentazione formale alla Regione. Già tenute assemblee pubbliche per informare i cittadini e illustrare i progetti. Sono state così raccolte preoccupazioni e indicazioni dei residenti, il tutto confluito nello sviluppo progettuale. Con la richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), presentata ora in Regione, i cittadini hanno un’ulteriore occasione per presentare formalmente le loro osservazioni tecniche. Prevista poi un’ulteriore fase di processo partecipativo con i cittadini delle aree interessate, per condividere le successive fasi di progettazione esecutiva e realizzazione delle opere».

In queste poche righe sono contenute una serie di “imprecisioni” che sarebbe corretto evidenziare.

La scelta dei nuovi impianti non è mai stata condivisa con i cittadini. È stato convocato un solo incontro sul tema, lo scorso 6 Luglio 2017 presso la sala consiliare del Municipio Roma XIII e, in quell’occasione, nessuno ha fornito o messo a disposizione il progetto dell’impianto di Casal Selce;

In questo modo si capisce che il plurale “assemblee pubbliche” è inesatto e che non avendo a disposizione la progettazione, nessun cittadino ha potuto fornire alcun tipo di indicazione che sarebbe poi confluita nello sviluppo progettuale;

La fase di processo partecipativo, sarebbe quindi la prima e non la “ulteriore” e, in ogni caso, arriverebbe in una fase progettuale talmente avanzata che non permetterebbe più ai cittadini di poter decidere sulla questione più importante: avere o non avere nel proprio territorio questo impianto di compostaggio.

Una volta spiegato che nessun cittadino è stato minimamente coinvolto in questa decisione progettuale, andiamo ad esaminare invece alcune perplessità relative al terreno dove dovrebbe sorgere l’impianto.

Compostaggio
Il progetto dell’impianto

L’AGRO ROMANO

L’area che vedete rappresentata nella mappa qui a fianco, è quella dichiarata di notevole interesse pubblico ai sensi dell’art. 136, co. 1 lett c) e d) D.Lgs 22.1.2004 n. 42 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, nota come «Agro romano Occidentale, zona del Fosso della Quistione e Tenuta della Massa Gallesina lungo la Via Aurelia e Via di Casal Selce”.

In soldoni, un’area protetta, da tutelare, da conservare. Non certo un’area idonea ad ospitare un impianto di compostaggio che copre una superficie complessiva di oltre 18 ettari (180.000m2), attualmente definita dallo stesso documento come «Paesaggio Agrario di Rilevante Valore», ma anche «Ambiti di recupero e valorizzazione paesistica».

Quello che ci si chiede è se a differenza delle altre aree verdi vincolate, quella dell’Agro romano è, secondo il Comune e secondo la Regione Lazio, un’area sacrificabile e se, sempre secondo i due enti, un impianto di compostaggio rappresenti effettivamente un recupero o una valorizzazione paesistica.

Compostaggio
Mappa dell’Agro Romano perimetrata in blu. In giallo Via di Casal Selce ed in arancione Via Aurelia. Il perimetro rosso è, invece, l’area destinata alla realizzazione del nuovo impianto di compostaggio.

LE RICHIESTE DELLA PERIFERIA

Una volta compreso quindi che i cittadini non sono stati coinvolti e che la scelta del terreno presenta forti dubbi, cerchiamo di capire quali sono le necessità urbanistiche del territorio di Casal Selce e in generale del quadrante della periferia Nord-Ovest, che il Comune di Roma non ha mai citato nei suoi documenti e che per il territorio non sono propedeutici, ma preliminari alla richiesta di realizzazione dell’impianto di compostaggio. Evidenzieremo solo le cinque opere più importanti, ovvero:

Adeguamento della Rete dei Collettori del Bacino del Rio Galeria, due dei quali  (Fosso di Campomorto e Fosso del Bamboccio) sono già finanziati dalla Regione Lazio nel Programma Italia Sicura 2015-2020. Mentre la riqualificazione totale del Bacino del Rio Galeria è stata inserita nel Programma Roma Sicura e prevede un importo complessivo per il Rio Galeria di quasi 50 milioni di euro. Queste opere permetterebbero di ridurre il rischio idraulico e di prevenire gli episodi alluvionali di buona parte della periferia Nord – Ovest;

Realizzazione centro polivalente nei Comparti “G” ed “H” del P.P. di Zone O. n. 66 “Casal Selce”. I comparti sono frutto di una donazione privata che il Comune ha accettato e del quale si è completamente dimenticato da oltre 10 anni. In quest’area è possibile realizzare un centro polivalente, in un territorio che manca quasi completamente di punti di aggregazione;

Adeguamento del Ponte di attraversamento tra Via di Boccea e Via della Storta, denominato “Dazietto”, attualmente percorribile perlopiù a senso unico alternato. È ridicolo che in trent’anni non si sia riusciti a realizzare un’opera così semplice e dal costo quasi irrisorio. L’allargamento del ponticello permetterebbe di evitare i continui rallentamenti su uno degli incroci più importanti della periferia;

Comparto “M” P.P. Zone “O” n. 67 “Via Boccea Km. 10-11-12”: Realizzazione di una Scuola Media Inferiore; Quest’opera permetterebbe di avere un plesso scolastico medio inferiore in senso contrario rispetto all’abituale senso di marcia verso Via di Casalotti, oltre ad ampliare l’offerta scolastica in un territorio in continua espansione come quello di Valle Santa;

O.P. n. 18 P.R.U. Palmarola – Selva Candida: “Realizzazione viabilità di collegamento tra Via Borgosesia e Via di Casalotti”. Quest’opera permetterebbe di raddoppiare Via di Casalotti riducendone pesantemente l’attuale carico di traffico.

IN CONCLUSIONE

Una volta che il Comune di Roma avrà realizzato la totalità delle opere indicate, la cittadinanza sarà disponibile a ricevere la proposta di realizzazione dell’impianto e deciderà se è disponibile o meno alla sua realizzazione.

Portare avanti il progetto in assenza di queste opere fondamentali significa aggiungere disagio ad una periferia e ai suoi cittadini che continuano a vedere il loro territorio utilizzato ad uso e consumo delle esigenze della città consolidata, relegando inevitabilmente la loro condizione a cittadini di serie B.    

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Nato a Roma il 26 aprile 1984. Autore di diversi articoli a carattere socio-economico. Da maggio 2011 è il Caporedattore della testata.