Piano Roma Sicura, servono 50 milioni solo per il rischio idrogeologico

Piano Roma Sicura

Buche, voragini, frane, esondazioni ed alluvioni, tutto raccolto nel primo Rapporto realizzato dall’Autorità di distretto idrografico dell’Italia Centrale in collaborazione con la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della Presidenza del Consiglio #italiasicura, l’Ispra e il Dipartimento della Protezione civile nazionale.

Un documento che certifica i problemi della nostra periferia che andiamo evidenziando da anni e per i quali nessuna amministrazione ha ancora mosso un dito.

Indipendentemente dalle buche, problema comune a tutte le strade della capitale, a preoccupare è la situazione dei Fossi e degli impianti fognari, mal o mai manutenuti ed ormai inadeguati rispetto all’aumento di popolazione degli ultimi vent’anni.

Per risolvere il problema del rischio idrogeologico, servono 42,5 milioni di euro per la periferia del Municipio XIII e almeno 6,3 milioni di euro per la periferia del Municipio XIV, ma vediamo tutto nel dettaglio.

Piano Roma Sicura
Mappa degli «eventi di instabilità» negli ultimi dieci anni

LE OPERE INDICATE

Forse è la periferia che ha il maggior numero di investimenti concentrati in una porzione ridotta di territorio, principalmente destinati al recupero del Rio Galeria, il bacino idrico più importante.

Nel dettaglio l’Autorità indica:

  • Messa in sicurezza Rio Galeria (7,9 milioni di euro);
  • Realizzazione cassa di espansione Rio Galeria (15,6 milioni di euro);
  • Rio Galeria – Messa in sicurezza attività produttive loc. Pantan di Grano e Malagrotta (10,9 milioni di euro);
  • Rio Galeria – Messa in sicurezza della zona urbana di Ponte Galeria e adeguamento attraversamenti (3,2 milioni di euro);
  • Messa in sicurezza idraulica della zona abitata loc. Casal Selce e Casalotti. (4,9 milioni di euro);
  • Ripristino Alveo del Fosso del Bamboccio, in zona Selva Candida (6,3 milioni di euro).
  • Piano Roma Sicura
    Mappa delle «alluvioni ed esondazioni»

SICUREZZA ED IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO

Sulla base di questi dati oggettivi, torniamo a ribadire che la periferia non è disposta ad accettare nessun nuovo investimento, vedi impianto di compostaggio, se non sarà prima risolto per intero il problema del rischio idrogeologico.

La sicurezza delle famiglie della periferia, che hanno subìto l’alluvione del 31 Gennaio 2014 e che continuano costantemente a vivere nel terrore ogni volta che si prospetta una giornata di pioggia, viene prima di qualsiasi altra cosa.

Se si è avuta la capacità di trovare i fondi per l’impianto e si prospetta addirittura di realizzare una funivia urbana, significa che non c’è un problema economico, ma solo un uso distorto della parola “priorità”.

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