CINEMA: 35MM – LORO 1

Torna l’appuntamento con 35MM, la rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Loro 1” la prima parte del nuovo film del regista Premio Oscar Paolo Sorrentino.

TRAMA

Lustrini, paillettes, riflettori, trucco, droga e tante, tante avvenenti figure femminili. Una realtà costruita a pennello da Sergio Morra (Riccardo Scamarcio) venuto dalla Puglia per un unico scopo: emergere e conquistare “Lui”. D’accordo con la sua compagna Tamara (Euridice Axen), altrettanto spregiudicata, tentano di insinuarsi nella Roma dei grandi palazzi. Cercano di far cadere nella loro rete quante più personalità vicine al Presidente Belusconi (Toni Servillo).

Kira e Sergio

Tamara ricatta il poetico ex ministro Santino Recchia (Fabrizio Bentivoglio) ma Kira (Kasia Smutniak), l’ape regina, sembra proprio non voler cedere alle proposte di Morra.

RECENSIONE

Comincia il viaggio nel mondo di Silvio Berlusconi o forse per meglio dire di “Loro”. Perché la prima parte della pellicola di Sorrentino si concentra sulla rincorsa affannata del mondo circostante nella direzione del Presidente.

Uno scenario evidentemente ed inevitabilmente carico di un estetismo Barocco, pieno di orpelli che ricorda il bello d’annunziano. Colori che rendono l’atmosfera morbida ed accogliente, dettagli e sensazioni ricercate incorniciano un’armata di personalità per la maggior parte vuote e mediocri pronte a fare di tutto per Lui che con intelligenza, furbizia ed astuzia ha conquistato tutti.

Silvio e Veronica

Il linguaggio di Sorrentino è chiaro e si conferma nuovamente la sua dimensione comunicativa, la sua cifra stilistica. Nello stesso tempo siamo in grado di ammettere che le pellicole del regista napoletano non sono per un pubblico esteso, o meglio, numerose dinamiche talmente sottili e cariche di un senso non del tutto comune, per molti rimangono sospese e nebulose.

“Loro” è un grande banco di prova per gli interpreti: un cast straordinariamente modellato dalla mano di Sorrentino. Gli attori brillano di una luce mai vista prima, dalla Smutniak passando per l’irriconoscibile Bentivoglio.

Tra la finzione, la realtà e la loro compenetrazione sono nati i personaggi che orbitano intorno all’impeccabile Toni Servillo, che ci racconta un Silvio sempre entusiasta e pronto a nuove sfide dotato di una testa sin troppo pensante e mai a riposo.

L’intreccio rispetta i tempi giusti soffermandosi in alcuni momenti con i virtuosismi tipici del regista, che gioca con un mix di immagini ritmate e riesce a rendere un momento accattivante e allo stesso tempo terribilmente triste e squallido.

GIUDIZIO FINALE 

Per ora c’è da chiedersi se la divisione in capitoli sia realmente funzionale alla riuscita di questo romanzo dei giorni nostri. Non si soffre che il personaggio di Berlusconi non compaia sin dal primo momento e neppure lo si attende con trepidazione, è tutto misurato. Lo spettatore ha la possibilità di entrare nell’ottica e nel mondo di una personalità tale che poi, in punta di piedi, si palesa con la maestria di Servillo.

Veronica nella sua villa in Sardegna

Sicuramente è solo l’assaggio di un piatto ricco di cui Sorrentino ha scelto accuratamente cosa comunicare, omettere, inventare, romanzare e soprattutto sottendere.

VOTO FINALE: 7,5/10

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