CASAL SELCE: Via Ponzone, una possibile soluzione per l’impianto d’illuminazione

Via Ponzone

Sono ormai più di dieci anni che gli abitanti di Via Ponzone attendono l’attivazione dell’impianto d’illuminazione pubblica presente nel loro comprensorio, ma, ad oggi, ancora non sono stati fatti passi in avanti decisivi.

La situazione si trascina da diverso tempo e già alcuni anni fa, nel Dicembre 2014, avevamo cercato di fare il punto della situazione.

Nell’edizione n. 120 de “Il Pungolo”, infatti, avevamo provato a ripercorrere le tappe che hanno portato ad una fase di stallo che va avanti tutt’oggi, ma, alla luce di alcuni recenti aggiornamenti, riteniamo opportuno ripercorrerle per chiarire una problematica a dir poco controversa.

LA STORIA 

Gli immobili sono il prodotto di un’edificazione privata risalente ai primi anni 2000, la cui convenzione, tra i proprietari dei terreni ed il Comune di Roma, prevedeva tra le opere di urbanizzazione collegate anche la costruzione dell’impianto d’illuminazione, a carico del proprietario a scomputo degli oneri concessori.

In base agli accordi l’opera doveva essere realizzata sulla base del progetto approvato da Acea la quale, una volta realizzato l’impianto, avrebbe dovuto prenderlo in carico dopo il superamento del collaudo.

Il collaudo, sulla base del capitolato stabilito prima della realizzazione, sarebbe spettato alla stessa Acea, i quali tecnici si sono presentati effettivamente sul posto il 2 Aprile 2009.

Nel corso del collaudo, però, sono emersi diverse difformità, riassunte in 10 punti nel documento di Constatazione Tecnica collegato ad esso. Tali difformità sarebbero dovute essere sanate dalla società costruttrice per permettere il superamento del collaudo ed il successivo passaggio in mano al Comune di Roma e, quindi, ad Acea.

Ma di lì in poi non è stato fatto più nulla.

È da quel momento che è iniziata quella fase di stallo che va avanti da quasi dieci anni e dalla quale tutt’oggi non si è ancora riusciti a trovare una via d’uscita.

Interpellata più volte dai residenti per tentare di arrivare ad una soluzione, Acea aveva proposto al comprensorio di farsi carico delle spese di adeguamento dell’impianto, che nel 2011 ammontavano a più di 20.000 euro, e di richiedere un nuovo contratto intestato al Condominio che sarebbe poi stato volturato successivamente a Roma Capitale.

Ovviamente i condomini hanno sempre rifiutato di farsi carico delle spese che avrebbe dovuto, invece, sostenere il costruttore, confidando nell’escussione da parte degli uffici competenti delle polizze fideiussorie vincolate da convenzione alla realizzazione del comprensorio.

LE ULTIME NOTIZIE

E riguardano proprio questo i recenti aggiornamenti sulla questione. Sembrerebbe, infatti, che ci sia l’intenzione di avviare il procedimento per l’escussione delle polizze fideiussorie legate al comprensorio, il che però richiederebbe alcuni anni prima che venga definitivamente concluso l’iter, allungando ancora di più nel tempo una problematica che va già avanti da troppo.

Sarebbe opportuno, invece, risolvere prima il problema dell’illuminazione e poi procedere con l’escussione della polizza per la restante parte.

Una soluzione potrebbe essere quella di chiudere il procedimento urbanistico con l’intervento di un A.C.R.U. (Associazione Consortile di Recupero Urbano) del territorio, che andrebbe a saldare il conto del ripristino dell’illuminazione, anticipando la risoluzione del problema e coinvolgendo immediatamente Acea.

Restiamo in attesa.

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