CASTEL DI GUIDO: Un Lupo “Speciale” a Castel di Guido

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Itanti si sono appassionati alla storia di Numa ed Aurelia, i due esemplari di lupo che hanno formato famiglia e ripopolato la macchia verde di Castel di Guido.

Sono passati circa 9 mesi dalla nascita dei cuccioli che nel tempo sono diventati sempre più forti ed indipendenti. Aurelia, la mamma, in estate aveva dato alla luce 5 piccoli, monitorati ogni dieci giorni dalle fototrappole.

Non è semplice tenere sotto controllo gli animali selvatici e spesso, quando  da tempo non si ottengono immagini del branco si pensa al peggio, come accaduto ai volontari dell’Oasi LIPU Castel di Guido che, non ricevendo più notizie dei lupetti, avevano ipotizzato che non fossero sopravvissuti al loro primo anno di vita.

Questa volta, però, le supposizioni erano sbagliate: inaspettatamente i piccoli sono riapparsi nelle fototrappole svelando una curiosa particolarità, uno dei cinque cuccioli presenta le zampe posteriori paralizzate.

LA VITA DEL LUPETTO

A primo impatto potrebbe sembrare una notizia non del tutto positiva ma se andiamo a fondo c’è dell’altro. Ciò che ha lasciato il segno in questa vicenda è la qualità della vita del lupetto speciale. La natura ci ha abituato alla sua legge, dove chi non riesce a cacciare per sè resta indietro, in molti casi non con un lieto fine.

Lo stupore dei biologi è stato però quello di trovare un animale reattivo, agile e ben nutrito, alla cui condizione particolare si è adattato anche il branco.

Chiaramente la sua disabilità non gli permette di seguire i fratelli durante la caccia ma il branco ha deciso di non lasciarlo indietro, provvedendo per il suo fabbisogno alimentare, dimostrato dall’ottimo stato di salute che si evince dai video.

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L’ALTRA LEGGE DELLA NATURA

Questa bella storia è la dimostrazione che “la legge della giungla”, almeno fino a questo momento, non ha avuto la meglio e di quanto sia speciale ed imprevedibile la natura.  Quello che è prevalso nel piccolo lupo è stato lo spirito di sopravvivenza, talmente forte da farlo abituare a muoversi solo con le zampe anteriori e far adattare il gruppo alla sua necessità.

Alessia De Lorenzis, la responsabile dell’Oasi Castel di Guido, entusiasta sia per la ripopolazione grazie alla cucciolata che per la singolare storia d’aiuto e convivenza del branco, ricorda quanto sia fondamentale la cooperazione anche con gli allevatori.

Una collaborazione che prende vita grazie alla comprensione dell’importanza del lupo per l’ecosistema e nello stesso tempo con la tutela degli allevatori.

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