CINEMA: 35MM – Sono tornato

Torna l’appuntamento con 35MM, la rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Sono tornato” di Luca Miniero.

TRAMA

Benito Mussolini (Massimo Popolizio) è tornato ed intende riconquistare il suo paese: vuole girare per l’Italia cercando di comprendere in tutti i modi il nuovo scenario sociale, quello che pensa la gente e cosa rende realmente il popolo insoddisfatto. Lo fa con l’aiuto di Andrea Canaletti (Frank Matano) un emergente regista-documentarista.

Benito Mussolini ritorna davanti casa sua

Il giovane Canaletti capisce subito che in questo strano personaggio c’è qualcosa che mediaticamente potrebbe funzionare, così lo coinvolge sino a spingerlo in una prima serata televisiva. Giorno dopo giorno la personalità del Duce è sempre più imponente e decisiva; la sua ascesa sociale è velocissima e dallo straordinario piglio.

RECENSIONE 

Luca Miniero compie un atto di grande coraggio proponendo in un momento politicamente delicato e caotico una simile pellicola.

“Sono tornato” funziona bene, nella prima parte conosciamo a fondo la figura di Mussolini veicolata spesso attraverso citazioni, frasi d’effetto e soliloqui in grado di calamitare l’attenzione. Il viaggio dei due conduce lo spettatore nell’ottica di un dittattore che, umanizzato, si presta alla comicità di Matano. Il raffronto con la gente comune, ben evidenziato dal cambio della fotografia, snellisce la pellicola catapultandoci dietro le quinte del singolare docu-film.

Il Duce per le strade d’Italia

Il lungometraggio di Miniero risulta di forte impatto, le interviste sono vere e ciò che più colpisce è il contenuto delle risposte degli italiani. Emerge un popolo confuso, impreparato ed insoddisfatto. Il personaggio di Mussolini fa riflessioni toccanti che stimolano a pensare ad un’attualità che è, come ogni aspetto del nostro tempo, basata sull’immagine.

Proprio la logica dell’immagine ci conduce al secondo tempo, dove la grande protagonista è la televisione ed i suoi linguaggi. Il Duce ne diventa il perno principale e da padrone diviene, con il tempo, schiavo.

Frank Matano si muove bene nel suo personaggio: simpatico, preciso, pacato e misurato. Il Canaletti è una spalla paziente e senza di lui il rinato Dux non avrebbe avuto la stessa presa.

L’interpretazione di Popolizio è lineare e pulita, si è calato perfettamente in un personaggio dal peso non indifferente.

La pellicola risulta eterogenea e, quando il ritmo comincia a perdersi, Miniero sapientemente tira le fila di questo ironico revival.

GIUDIZIO FINALE

“Sono tornato” è una visione cinica e sincera dell’Italia attuale. La dilaniante incertezza di un popolo privo di scelte e pensieri concreti che facilmente trova riparo nel puro qualunquismo o nelle maniere forti.

Benito Mussolini in uno show televisivo

Il punto cardine della pellicola, scritta a quattro mani da Miniero e Nicola Guaglianone, è la risposta della gente ad uno stimolo così prepotente. La provocazione-personaggio di Mussolini è inserita in un contesto, quale la società attuale, già ampiamente e continuamente interrogato, sovente in maniera sin troppo superficiale.

VOTO: 7,5/10

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