CINEMA: 35MM – Napoli velata

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo l’ultimo lungometraggio di Ferzan Özpetek: “Napoli velata”.

TRAMA

Nel corso di una serata Adriana (Giovanna Mezzogiorno) conosce un giovane tanto bello quanto misterioso. La donna, un’anatomopatologa, è poco avvezza a nuove esperienze e conduce una vita dedita al lavoro.

Adriana e Andrea (Alessandro Borghi) passano un’indimenticabile notte di passione tanto che, la mattina seguente, stanno già programmano il loro secondo appuntamento.

Adriana

Adriana è completamente catturata dalla particolare personalità di Andrea, anche se non tutto è sempre così chiaro come sembra. Poco dopo tutte le carte in tavola si ribalteranno coinvolgendo passato, presente, futuro.

RECENSIONE

Se con “Rosso Istabul” avevamo ipotizzato un cambiamento nel linguaggio del regista turco, in “Napoli velata” si ritorna alle origini. La pellicola esprime in ogni suo passaggio la cifra stilistica che caratterizza Ferzan Özpetek; ed ecco che tornano le immagini impattanti e la comunicazione è visiva, più di ogni altra cosa. Tornano le grandi tavolate, quelle delle “Fate Ignoranti”, tornano i personaggi caratteristici, pieni di teatralità.

Senza dubbio nel cuore di Özpetek c’è sempre una città che fa da sfondo e che custodisce gioie e dolori delle sue creature. Napoli, in questo caso, viene trattata con una cura simile a quella dell’amata Roma. La poetica e dismessa Ostiense viene sostituita da una Napoli madre e matrigna.

Così cominciano le suggestioni e le mille sfumature che incorniciano una storia intricata, difficile da razionalizzare. Il lungometraggio è una commistione di generi: il noir, il thriller ed il drammatico si fondono ad una forte componente erotica, soprattutto nella prima parte della pellicola.

Andrea ed Adriana

Ma quanti misteri ci sono dietro “Napoli velata” ? Sono tante le storie che si fondono ed ogni oggetto, in questa pellicola così carica di estetismo, rimanda a qualcosa. C’è bisogno di uno spettatore attento ai dettagli, che sappia cogliere e ricollegare, oltre ai passaggi, i numerosi sguardi dei personaggi che non hanno intenzione di scoprirsi dal velo dietro al quale si celano.

Giovanna Mezzogiorno è una flebile creatura che trasmette tutte le enormi problematiche di Adriana, spesso prevaricata dall’imponenza scenica di Alessandro Borghi che calamita tutta l’attenzione con la sua fisicità. “Napoli Velata” dopo tutto è anche un inno alla bellezza in ogni suo aspetto.

GIUDIZIO FINALE

Certamente un film evocativo e pieno di spunti ma nebuloso, o meglio lacunoso, per alcuni elementi narrativi. Le due “streghe” interpretate da Isabella Ferrari e Lina Sastri sembrano fluttuare nell’aria, avrebbero necessitato di contorni ben più definiti. Borghi, seppur straordinario e potente proprio come la pellicola, è sovente schiavo di un personaggio sin troppo rimarcato.

A casa di Adele

Ciò nonostante, senza retorica, Özpetek ci ha “velatamente” catapultati nella città partenopea, al punto tale da respirare l’aria di Napoli, di camminare nei suoi vicoli e di assaporare in ogni angolo la sua teatralità ed il suo quotidiano pieno di contraddizioni.

VOTO FINALE: 7,5/10

 

Condividi