IL FERMACARTE: In viaggio con lloyd | Simone Tempia

In Viaggio con Lloyd

Dopo aver apprezzato Vita con Lloyd, il racconto ironico, surreale, tagliente e mai banale del rapporto tra un Sir ed il suo maggiordomo immaginario che scandaglia e conosce nel dettaglio l’animo umano, eccoci di nuovo alle prese con questo amato duo. Ma ora siamo In Viaggio con Lloyd, un momento cruciale e malinconico della loro vita narrativa in cui Sir deve affrontare “Un viaggio dentro noi stessi, alla ricerca di una maturità che ci sfugge.”

“Lloyd? Mi senti?”

“Certo, sir”

“È arrivata la diligenza”

“Molto bene, sir”

“Non mi avevi detto però che ha quattro posti, Lloyd”

“È una diligenza abbastanza grande, sir!

“Ci sono salite l’ansia e la paura, Lloyd. E senza chiedere permesso. Le caccio giù?”

“Non glielo consiglio, sir. Con il loro peso eviteranno alla diligenza di prendere troppa velocità e sbandare”

“E il quarto posto, Lloyd?

“Ci metta il suo bagaglio di esperienze, sir. Vedrà che così il suo viaggio sarà perfettamente equilibrato”

“Allora io vado, Lloyd”

“Molto bene, sir.”

Sir dovrà partire rapido per l’appuntamento con il Destino, (che non si può far certo attendere, sarebbe quantomeno scortese se non folle) e fare a meno del suo maggiordomo, Lloyd. Si priverà quindi del prezioso consigliere “che è anche architetto ed agente di viaggio”, di quello che ha sempre la parola giusta al momento giusto, che fuga ogni suo arrovellamento e dubbio con una battuta, che lo rimette mentalmente in riga in un attimo, insomma il viaggio per il nuovo incontro con il Destino è lungo e sarà dura. Ma lloyd resterà in contatto con Sir grazie alle lettere che si scriveranno, a fugaci telefonate, fino a che non busserà alla porta della casa del Destino…

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