CINEMA 35MM – The Place

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo l’ultimo lungometraggio di Paolo Genovese: “The Place”.

TRAMA

Un Uomo (Valerio Mastandrea) se ne sta seduto tutto il giorno al caffè “The Place”, sempre allo stesso tavolo, portando con se’ un grande libro di pelle dove appunta velocemente molte cose.

Quotidianamente incontra tante persone che vanno da lui per chiedere qualcosa, più precisamente si recano dall’uomo per esporre quello che più desiderano aspettando la fatidica frase: «Si può fare».

Gigi e l’Uomo dei desideri

Per far sì che le loro richieste siano esaudite, l’uomo fa loro una controproposta. Spesso i compiti che affida ai suoi visitatori sono azioni totalmente prive di etica, quindi difficili da portare avanti.

Nove personaggi diversi, nove desideri e nove storie che si legano e si slegano contemporaneamente. Tutto sotto l’occhio curioso di Angela (Sabrina Ferilli), la proprietaria del caffè, che cerca di capire cosa faccia di tanto speciale per gli altri questo strano individuo.

RECENSIONE

In “The Place” si respira aria di America, si comprende subito, sin dalla prima scena. La pellicola di Genovese si ispira alla serie TV statunitense del 2010 “The Booth at the End”.

Stesso assetto di “Perfetti Sconosciuti”, un luogo chiuso in cui si svolge tutto l’intreccio. Il film parte con un ritmo pacato, in cui lo spettatore è grande partecipe dei continui faccia a faccia. Veniamo catapultati in storie potenti, dai risvolti altrettanto forti. Genovese in poco tempo ci riempie di numerose informazioni e, alla fine del primo tempo, si è già saturi di qualcosa che ancora non è del tutto chiaro.

“The Place” è un labirinto di personaggi e di emozioni con cui non si entra mai totalmente in empatia. Lo spettatore di trova alla stessa distanza di sicurezza che l’uomo misterioso mette con i suoi visitatori. Perciò spesso si è confusi e non sappiamo se amare od odiare i personaggi di questa pellicola.

L’Uomo misterioso

Genovese ha chiaramente fatto il passo più lungo della gamba. “The Place” è un grigio meccanismo che, come dimostra la sua fotografia, spesso si inceppa lasciando troppo spazio all’interpretazione soggettiva. Ma che cos’è “The Place”? Una riflessione sulla psiche umana, una prova di fede, l’esistenza del bene e del male?

Il cast è ricchissimo, ottimi interpreti, tra questi i più convincenti sono sicuramente Borghi, Marchionni, Rohrwacher e Giallini. Valerio Mastandrea si muove bene nei difficili panni di un uomo in grado di realizzare sogni. Si avverte il lavoro personale dell’attore ma si avverte anche la fatica dell’interpretazione nel veicolare un personaggio dai caratteri ben poco chiari. Mastandrea è credibile quanto forzato allo stesso tempo.

GIUDIZIO FINALE

“The Place” è una di quelle pellicole che, a prescindere da tutti le mancanze del regista e sceneggiatore, va vista. I protagonisti sono tutti, chi più, chi meno, in grado di lasciarci qualcosa. Le tematiche, seppur spesso confuse, sono forti e inevitabilmente generano

Angela

una personale riflessione. L’esperimento della seconda pellicola di Genovese, che si sviluppa in un unico ambiente, si può dire non totalmente riuscita. Il film necessitava di altre numerose rifiniture per essere realmente un unicum del nuovo cinema italiano.

VOTO FINALE: 5,5/10

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