CINEMA 35MM – La ragazza nella nebbia

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “La ragazza nella nebbia” di Donato Carrisi e tratto dall’omonimo romanzo.

TRAMA

Ad Avechot, il giorno prima della Vigilia di Natale, scompare Anna Lou, una ragazza dai capelli rossi che conduce una vita tranquilla e nessuno si spiega cosa possa esserle accaduto.

Nel piccolo paese di montagna l’ispettore Vogel (Toni Servillo), un personaggio spesso presente nel dibattito mediatico a causa delle sue particolari inchieste di cronaca nera, arriva per indagare sulla scomparsa.

L’ispettore Vogel

L’uomo, con il suo fare impeccabile e saccente, lavora giorno e notte al caso di Anna Lou studiando gli elementi che avvolgono nel mistero la silenziosa Avechot.

In pochi giorni il caso balza agli onori della cronaca, portando con se’ colpi di scena di ogni genere.

RECENSIONE

Donato Carrisi si mette coraggiosamente in gioco portando le sue pagine sul grande schermo. “La ragazza nella nebbia” è oggettivamente un lavoro soddisfacente, una pellicola dal sapore noir ben scritta e dal cast perfettamente riuscito.

Toni Servillo è il perno della storia senza mai diventarne, con la sua importante presenza scenica, un protagonista assoluto. Ogni interprete è in grado di ritagliarsi il proprio spazio e lo spettatore ha la possibilità di familiarizzare con ogni personaggio.

La storia si snoda bene, i sottili ed intriganti passaggi mantengono il film sempre ad un ritmo buono.

Donato Carrisi, regista e sceneggiatore, riesce per l’intera durata della pellicola a tenerci sul filo del rasoio senza mai dare troppe sicurezze e ricordando implicitamente che tutto è il contrario di tutto.

Alessio Boni (Loris Martini), l’introverso professore, mantiene bene il testa a testa con Servillo ed entra perfettamente nel suo ambiguo personaggio.

Loris Martini

Il regista mescola elementi che rendono questa pellicola di un’altra epoca ma, allo stesso tempo, tremendamente attuale a causa della sovrabbondanza di notizie e delle superflue indiscrezioni che riceviamo in casi come questi.

In alcuni snodi della vicenda si assaporano dialoghi colmi di teatralità ricordandoci che la pellicola è figlia della penna di Carrisi. Un plauso al regista che, non volendo perdere il peso narrativo della storia, ha costruito un film fortemente contemporaneo per tematiche e modelli di comportamento ma, allo stesso tempo,  contornato da personaggi che rimandano ai vecchi libri gialli.

GIUDIZIO FINALE

Donato Carrisi ci regala una buona opera prima: composta, ordinata e fedele alla sua anima letteraria. La pellicola comincia a perder colpi nella seconda parte, in cui numerosi elementi, purtroppo, si cominciano ad intuire prevedendo qualche passaggio futuro.

In ogni caso il film è avvincente e stuzzica l’attenzione creando collegamenti con fatti celebri e lungometraggi del passato, una storia da subito familiare ma mai scontata. Il regista ha dato vita a “La ragazza della nebbia” attingendo umilmente e sapientemente dai media, dalle serie televisive e dal cinema.

VOTO FINALE: 7,5

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