FOSSI URBANI: Poca manutenzione ma la situazione è ancora critica

Fossi Urbani

Come ogni anno ad Ottobre, con la stagione delle piogge alle porte, torniamo a fare il punto sulla situazione dei Fossi Urbani nel territorio della periferia Nord-Ovest della Capitale.

Nell’edizione del Pungolo di Settembre/Ottobre dello scorso anno, avevamo evidenziato alcune criticità in merito alla mancanza totale di manutenzione e alla frammentazione delle competenze, che spesso non permettono una continuità nei pochi interventi che vengono effettuati.

LA SITUAZIONE ATTUALE

Rispetto a dodici mesi fa qualcosa si è mosso, ma la maggior parte dei Fossi versa ancora in condizioni critiche:

  • Il Fosso di Campo Morto, che confluisce nel Rio Galeria, è interrato per un lungo tratto e torna in superficie nel passaggio all’interno del Parco della Cellulosa. Neanche quest’anno è stata effettuata alcuna manutenzione e non ci sono stati passi in avanti per quanto riguarda il Programma Italia Sicura 2015 – 2020, che prevede l’adeguamento ed il riordino della rete dei collettori nel bacino del Fosso di Campo Morto, per un importo pari a 5.000.000 di euro.
Fossi Urbani
Il Fosso di Campo Morto
  • Stesso discorso per quanto riguarda il Fosso del Bamboccio, che nel Municipio XIII è noto toponomasticamente come “Fosso del Campo”. Anch’esso confluisce nel bacino del Rio Galeria ed anche in questo caso non è stato dato seguito al Programma Italia Sicura, che prevedeva per il Fosso del Bamboccio il ripristino dell’alveo per un importo pari a 6.250.000 euro. L’ultima manutenzione, invece, risale ad Aprile 2015, ma ad oggi sarebbe necessario un nuovo intervento, soprattutto considerato che nel tratto di competenza del Municipio XIII sono presenti delle abitazioni a ridosso del bacino.
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Il Fosso del Bamboccio
  • Neanche per il Fosso delle Pantanelle, altro affluente del Rio Galeria, abbiamo notizie dell’ultimo intervento di pulizia, che dovrebbe risultare ancor più urgente dal momento che il corso del Fosso costeggia il plesso scolastico di Casale delle Pantanelle.
  • Tra le situazioni peggiori, invece, c’è sicuramente quella del Fosso delle Cerquette, che confluisce nel Rio Galeria da Via della Storta, e che ormai è completamente oscurato dalla vegetazione.
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Il Fosso delle Cerquette
  • Il Rio Galeria (foto in evidenza), non viene manutenuto da più di tre anni, ovvero da dopo l’alluvione del gennaio 2014. Il Rio Galeria è senza dubbio il bacino più importante del territorio. Indipendentemente dalla disponibilità generale di fondi, la sua manutenzione dovrebbe essere sempre prioritaria.
  • Per quanto riguarda il Fosso di Santo Spirito, che costeggia l’omonima Via in zona Palmarola e che confluisce direttamente nel Tevere, la pulizia è, invece, partita ad inizio Ottobre, perlomeno nel tratto abitato.

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  • L’altro fosso oggetto di manutenzione nei mesi scorsi, da parte del Dipartimento S.I.M.U. è stato il Fosso dell’Acquasona, dove oltre alla pulizia degli alvei, è stata ripristinata l’intera recinzione che costeggia Via Domenico Montagnana.
Fossi Urbani
Il cedimento di un tratto dell’argine del Fosso dell’Acquasona

Un intervento di fondamentale importanza per prevenire il pericolo di allagamento, che però è passato in secondo piano a causa di alcuni cedimenti che si sono verificati lungo gli argini  nelle settimane a seguire, per la precisione tre, alcuni riconducibili alla pressione che gli edifici, costruiti a ridosso dell’alveo, esercitano sul terreno, mentre degli altri si stanno ancora studiando le cause.

L’OCCASIONE DEL BANDO PER LE DEMOLIZIONI

Lungo il fosso dell’Acquasona, ma in generale lungo la maggior parte delle sponde dei Fossi Urbani, il passaggio dei mezzi meccanici è spesso ostruito dalla presenza di opere e manufatti costruiti, sia legalmente che illegalmente, a ridosso degli alvei, il che in molti casi rende inutile l’intervento di pulizia sulle restanti parti accessibili.

Come abbiamo spesso ribadito, le fasce di rispetto dei Fossi, dai 4 ai 10 metri a seconda dell’importanza del Bacino Idrico, sono terreno demaniale e come tale non può essere nè occupabile nè usucapibile.

Lo scorso 4 Settembre il Municipio XIV ha pubblicato sul portale di Roma Capitale l’avviso di una Procedura Negoziata per un Appalto di lavori di «Demolizione e rimozione di opere e manufatti abusivi, nonché insegne abusive sul territorio del Municipio Roma XIV. Anno 2017».

All’interno del Capitolato Speciale d’Appalto viene riportato che «trattandosi di lavorazioni al momento non definibili nella loro quantità ed ubicazione, esse vengono semplicemente descritte e tecnicamente definite nel Capitolato Spieciale […] pertanto, la Stazione Appaltante procederà a programmare le lavorazioni da eseguire […] a seconda delle esigenze che verranno individuate nell’arco temporale di svolgimento dell’appalto[…]», non è chiaro, quindi, quali e quanti interventi verranno eseguiti, ma ci sembra una buona occasione per dare priorità alla rimozione delle opere che impediscono le operazioni di pulizia dei Fossi, cercando così di ripristinare con un solo intervento, la legalità, l’accessibilità delle sponde e la sicurezza dei cittadini che ormai vivono con ansia i giorni di pioggia.

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Nato a Roma il 25 Luglio 1995. Autore di diversi articoli inerenti la mobilità ed il Trasporto Pubblico. Redattore del Pungolo da Ottobre 2014,