CINEMA: 35MM – Ammore e Malavita

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Ammore e Malavita” un film dei Manetti Bros.

TRAMA

Ciro (Giampaolo Morelli), lo scagnozzo di fiducia di Don Vicenzo (Carlo Buccirosso), riceve l’ordine dal boss di uccidere una giovane infermiera che una sera, durante il turno di lavoro, aveva visto troppo. Ciro scopre che la ragazza di cui deve sbarazzarsi è Fatima (Serena Rossi), il suo primo e grande amore.

Donna Maria al “funerale” di Don Vincenzo

Il fidato scagnozzo non ce la fa in alcun modo a far del male all’infermiera, così decide di declinare gli ordini di Don Vincenzo.

RECENSIONE

“Ammore e Malavita” è un concentrato di generi, personaggi e situazioni che tentanto di essere ben amalgamati per tutta la durata della pellicola.

Sin dal primo momento ci rendiamo conto che siamo di fronte ad un musical: baletti e canzoni prendono immediatamente il sopravvento. Il tutto catapulta lo spettatore all’interno di un film vorticoso.

Tanti spari, sangue e dialetto napoletano sommati ad una dose consistente di ironia e grottesco rendono il lungometraggio confusionario.

L’intreccio è ben presente, ma è schiavo dei numerosi artifici che sono utilizzati per raccontarlo.

Ciro e Fatima

Realizzare un musical è un’operazione difficile che richiede una grande cura, i Manetti Bros hanno creato un film caotico e dal ritmo discontinuo.

Ad un certo punto la parte musicale si dimentica e nella porzione centrale del film iniziano degli interminabile passaggi d’azione.

Giampaolo Morelli, sin troppo ingessato, non si svela mai fino alla fine e Serena Rossi non interpreta il suo personaggio, ne è la caricatura.

Carlo Buccirosso e Claudia Gerini, purtroppo, sono intrappolati in questo minestrone di eventi e la confusione imperante penalizza anche loro.

GIUDIZIO FINALE

Le coreografie sono una nota del tutto positiva insieme alla fotografia che rimanda a due degli innumerevoli generi coinvolti: le immagini marcate, dai colori forti aiutano la parte noir e d’azione della pellicola.

Ciro

Sicuramente i tanti ingredienti del film sono un rimando concreto alla grandezza e alla complessità della città di Napoli.

In “Ammore e Malavita” le risate non mancano di certo; tuttavia, dopo più di due ore di proiezione, si esce dalla sala storditi e con l’immagine di una pellicola scollata e poco armonica.

VOTO FINALE: 4/10

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