CINEMA: 35MM – Il colore nascosto delle cose

Torna l’appuntamento con 35MMla rubrica del Pungolo dedicata all’approfondimento cinematografico. Questa settimana vi proponiamo “Il colore nascosto delle cose” diretto da Silvio Sodini.

TRAMA

Teo (Adriano Giannini) è un pubblicitario sempre oberato di lavoro, la sua vita sentimentale è piena quanto quella lavorativa.

Emma (Valeria Golino) è un’osteopata non vedente che ogni tanto impartisce ripetizioni di francese.

Teo conosce la donna ad una mostra sul mondo dei non vedenti, anche se in realtà percepisce solo la sua voce. Emma, infatti, è la guida del percorso che si svolge totalmente al buio.

Pochi giorni dopo si rincontrano; inizialmente cominceranno una frequentazione dai contorni ben poco chiari, destinata ad evolversi ogni giorno di più.

RECENSIONE

Il racconto si snoda in modo lento: l’intreccio è pacato pulito e lineare. La storia di Teo ed Emma è molto curata, nelle parole come nei gesti. Lo spettatore si trova accompagnato da Valeria Golino (Emma) che, in modo impeccabile, interpreta la risoluta protagonista. Una donna trasparente ed onesta con se stessa e con tutto quello che la circonda. Teo è il prefetto contrappeso, un quarantenne superficiale e instabile. Anche Adriano Giannini (Teo) riesce bene, seppur il suo personaggio non presenti lo stesso carico emozionale che porta con sé la Golino.

Ciò che non permette di spiccare il volo alla pellicola di Sodini sono alcuni buchi neri, come vuoti indefiniti, nel corso dell’intreccio. I protagonisti, in particolar modo Teo, sono spesso incerti e sembrano muoversi in un tempo fermo. In quei momenti il film perde di pathos rischiando di superare il labile confine sino a giungere alla noia.

Fortunatamente “Il colore nascosto delle cose” rimane spesso ovattato ma mai scontato, paragonabile ad una moderna ed originale favola.

Teo, Patti ed Emma

GIUDIZIO FINALE 

I dialoghi in cui Emma si racconta e svela le sue sensazioni sono, spesse volte, passaggi molto intensi. Sodini riesce, con la delle giuste escamotage, a dare una svolta interessante mantenendo, anche nel secondo tempo, la storia tra i due viva e aperta a varie possibilità.

“Il colore nascosto delle cose” fa sorridere e riflettere ed Emma rimane nel cuore dello spettatore. Tutto il resto è un qualcosa di fluttuante che si perde poco dopo l’uscita dalla sala.

La pellicola, delle buone premesse e con una protagonista straordinariamente empatica, rimane fine a se stessa. Una storia intensa capace di donare molto nel corso e pronta a dissolversi poco dopo, probabilmente priva di basi solide su cui appoggiarsi per rimanere credibile ed essere in grado di amalgamare le situazioni ed i personaggi.

VOTO FINALE: 6/10

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