SELVA CANDIDA: Ad un anno dall’assegnazione il Parco di Riserva Grande è ancora chiuso al pubblico

Parco di Riserva Grande

Sembrava tutto fatto. Lavori quasi conclusi, bando assegnato ad un Comitato del territorio e Parco pronto ad aprire.

Era esattamente un anno fa e più precisamente il 13 Giugno del 2016. Da quel giorno in poi, però, del Parco di Riserva Grande si è saputo poco e l’unica cosa certa è stata che il cancello non ha mai aperto ai cittadini. Nel frattempo i giochi sono stati smontati, il nuovo gabbiotto appena installato è stato nuovamente vandalizzato e l’erba è tornata ad essere l’unica vera padrona dell’area.

GLI ULTIMI DOCUMENTI

Poche settimane fa siamo venuti in possesso dell’ultimo documento in ordine di tempo, inviato dalla Direzione tecnica del Municipio Roma XIV al Direttore del Dipartimento PAU (Programmazione e Attuazione Urbanistica) competente per lo strumento urbanistico con il quale il Parco è stato realizzato (Art. 11 legge 493/1993).

Nella nota (prot. N. 35059 del 19 Aprile 2017) la Direzione tecnica del Municipio richiedeva al PAU un lungo elenco di documenti, che il PAU non ha mai inviato ed infine invitava lo stesso Dipartimento a voler porre in essere tutte le iniziative per rendere fruibile il Parco o a valutare l’opportunità di escutere la polizza fideiussoria, stipulata a garanzia della realizzazione dell’opera.   

Ma siamo sicuri che ci siano gli estremi per richiedere davvero l’escussione della polizza?

In fondo, un anno fa, il Consorzio “Nomentum I” aveva quasi completato tutto quello che era previsto nel capitolato, fino al raggiungimento dei 169.302,90 € totali. Inoltre, l’area non sarebbe stata del tutto fruibile, poiché era stata suddivisa in due e la parte alta, ovvero quella che sarebbe stata aperta al pubblico dopo l’assegnazione del bando, era stata completata ad esclusione dei due campi da bocce, che comunque non avevano alcun senso in quella posizione e soprattutto senza nessuna copertura a protezione.

IL CAPITOLATO

Poche settimane prima dell’assegnazione e più precisamente il 20 Maggio 2016, l’Ufficio Progetti Urbani del Dipartimento Politiche del Territorio, realizzava il Computo Metrico Estimativo di quel che era previsto e di quel che era stato realizzato nel Parco. Alcune opere fondamentali erano già state realizzate, altre attrezzature sono state invece posate pochi giorni dopo, ma vediamole nel dettaglio.

  • Realizzazione area cani. L’area è stata perimetrata e spostata dalla sua posizione originaria, per mantenere le distanze di legge dall’area giochi per bambini. La sua recinzione è ancora visibile pochi metri dopo l’ingresso.
  • Fornitura e posa in opera di n. 50 panchine modello Ugola. Le 50 panchine erano divise fra parte alta e parte bassa. Nella parte alta del Parco, ovvero quella oggetto del Bando, le panchine erano state tutte posate.
  • Fornitura e posa di n. 20 cestini porta rifiuti. I cestini, al momento della mancata apertura, non erano ancora stati posati.
  • Fornitura e posa in opera area giochi per bambini. Forse una delle realizzazioni che quasi tutti ricordano poichè, una volta capito che il Parco non avrebbe aperto, il soggetto attuatore, per evitare atti vandalici, li smontò e li rimosse dal Parco.
  • Percorso Vita. Il percorso Vita, ovvero dei piccoli attrezzi per il fitness dislocati lungo tutto il perimetro della parte alta del Parco, erano stati posati e sono tuttora visibili, sotto una folta vegetazione.
  • Fornitura e posa in opera di prefabbricato uso ufficio e sistemazione esterna. Poche settimane prima dell’apertura il vecchio prefabbricato vandalizzato era stato sostituito con uno nuovo, purtroppo vandalizzato anch’esso poche settimane dopo la mancata apertura.
  • Esecuzione di fognatura nera del prefabbricato. Il Capitolato indica come «Realizzata» la fognatura.
  • Allacci acqua potabile ed utenza elettrica del prefabbricato. Il Capitolato indica come «Realizzati» gli allacci dell’acqua potabile e dell’utenza elettrica del prefabbricato.
  • Realizzazione di due campi da bocce. Per quanto riguarda questa struttura, c’è da fare un appunto. Realizzare due campi da bocce, in un’area dove è impossibile avere ombra e realizzarli senza alcun tipo di copertura equivale a dire: “io ve li piazzo lì, il fatto che li utilizziate o meno non mi interessa”. Ma secondo una mente razionale, è possibile progettare una struttura realizzata quasi esclusivamente ad uso di persone anziane e lasciarle “giocare” sotto l’acqua d’inverno e sotto il sole d’estate? È evidente che tali opere vanno riallocate all’interno del Parco e che realizzarle dove erano state previste sarebbe stato uno spreco.
  • Realizzazione di area destinata agli orti e recinzione. Gli orti urbani erano posizionati nella parte bassa del Parco, ovvero quella non accessibile nei primi due anni di assegnazione, quindi realizzarli per non utilizzarli sarebbe stato comunque uno spreco.
  • Fornitura e posa in opera di 3 serbatoi per recupero acqua fontanella. Il Capitolato indica come «Realizzata» tale fornitura.
  • Realizzazione di vascone alberato su ex laghetto. A parte la dicitura “vascone alberato” della quale non si riesce neanche ad immaginare cosa si intenda, anche quest’opera era presente nella parte bassa, ovvero non fruibile. Inoltre, il vascone “non alberato” era stato realizzato da Nomentum perchè previsto all’interno di un progetto concordato con l’amministrazione e non per mero gusto estetico.
  • Percorso perimetrale al vascone alberato ex laghetto. Non realizzato, come il punto precedente.

Parco di Riserva Grande

BUROCRAZIA E VOLONTARI A CONFRONTO

Considerando quindi solamente la parte alta del Parco, ovvero quella oggetto del Bando di Affidamento e confrontandola con quanto previsto con il Computo Metrico Estimativo, sembrerebbe che le uniche attrezzature mancanti fossero i cestini porta rifiuti ed i campi da bocce scoperti.

È possibile credere che il Parco non si sia più aperto per la mancanza di queste due attrezzature, una installabile in meno di 24 ore ed una fortunatamente mai realizzata?

Ognuno è libero di farsi la sua opinione.

La nostra è che c’è ancora qualcosa che non è stato detto e fino ad oggi nè il Dipartimento PAU nè il Dipartimento Patrimonio hanno fornito una documentazione in grado di risolvere questo complicato rebus.

Di sicuro c’è solo una mancanza di volontà nel voler davvero rendere fruibile un’area di otto ettari all’interno di una periferia completamente sprovvista di spazi verdi pubblici.

O meglio, sprovvista di spazi verdi riconosciuti come pubblici.

Perchè se è vero che da una parte l’area verde di Riserva Grande è ancora chiusa per problemi burocratici, è altrettanto vero che poco distante esiste un’altra area verde, di oltre dieci ettari, comprata dal Comune di Roma per la realizzazione del Piano di Zona B16 Selva Nera e abbandonata dallo stesso Comune da oltre vent’anni.

Se oggi l’area verde è tornata fruibile ai cittadini, che possono fare una passeggiata, far giocare i loro bambini all’interno dell’area giochi, svolgere attività all’aperto o semplicemente godersi su una panchina uno dei più bei tramonti dell’Agro Romano, è grazie ad un inarrestabile gruppo di Volontari, il Comitato Oasi Riserva Grande, che  da circa due anni, attraverso donazioni e autofinanziamenti, si prende cura del verde orizzontale, del mantenimento e della riqualificazione delle attrezzature abbandonate e dello svuotamento periodico dei cestini.

Un’attività pragmatica e silenziosa, che in questa fase di totale assenza della pubblica amministrazione se ne infischia del: “io pago le tasse e quindi pretendo” o del “dovrebbe farlo Tizio o Caio”, ma si rimbocca le maniche e restituisce alla periferia uno spazio che fino ad oggi la burocrazia aveva abbandonato.

È questa la periferia che ci piace, sono questi i valori che vanno trasmessi alle generazioni future, perchè in caso contrario, fra l’abbandono dei luoghi e quello delle persone, il passo sarà breve.

Parco di Riserva Grande
Il Parco di Riserva Grande
Parco Gaverina
Il Parco di Gaverina
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