REGIONE LAZIO: La disciplina sui fossi urbani fa acqua da tutte le parti

Il Municipio Roma 19 (attuale XIV), in data 18 Settembre 2009 con Protocollo n. 45381, scriveva al Comune, alla Provincia ed alla Regione Lazio, per avere delucidazioni in merito alle competenze sulla gestione dei fossi nel territorio del proprio Municipio.

Da allora ad oggi nessun chiarimento in merito è pervenuto, né dal Comune, né dalla Provincia né dalla Regione.

La Provincia è ufficialmente sparita.

Il Comune è diventato Città Metropolitana e Roma Capitale, sicuramente, dovrà assumersi parte degli oneri della Provincia, ma non è dato sapere quali.

La Regione è rimasta immutata ed è competente per territorio a fare interventi di manutenzione delle aree urbane ed extraurbane (compresi i fossi) di proprietà comunale.

Ma una posizione chiara sulle competenze o sulle responsabilità oggettive della manutenzione dei fossi e degli eventuali danni causati dalla cattiva gestione delle suddette manutenzioni, non si evince da nessuno degli organi sopra menzionati.

La Provincia in due successivi momenti (a Febbraio 2004 con protocollo 11384 e ad Agosto 2005 con protocollo 43297) affermava che «la competenza della pulizia dei fossi è dei proprietari frontisti».

l’Art. 31 della L.R. 53/1998

 

Ora la Provincia è sparita e speriamo che anche questa norma possa sparire.

Perché non si riesce a capire come possa un proprietario frontista assumersi l’onere di sistemare e pulire l’alveo di un fosso, senza correre il rischio di creare ulteriori danni e problemi al fosso stesso.

Affermare che la responsabilità della manutenzione dei fossi è del proprietario frontista, vuol dire non voler risolvere il problema, ma scaricare i costi ed i danni futuri su qualcuno che tale incombenza non la potrà mai concretizzare.

Al riguardo, noi, come Comitato, proponiamo alcune soluzioni :

  • Identificare i fossi considerati demaniali, o naturali, o di interesse pubblico e creare una mappa da comunicare ai Municipi ed ai cittadini proprietari frontisti delle aree di scorrimento dei fossi in questione;
  • L’incombenza per i proprietari frontisti sarà quella di segnalare ai municipi di appartenenza quando e perché questi fossi sono da pulire;
  • La pulizia dei fossi dovrebbe essere realizzata da ACEA ATO 2, utilizzando i fondi della depurazione, senza doverli girare, per tale necessità, ad altro ENTE, come il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano, sia nelle aree urbanizzate (dove cioè il cittadino attraverso il regolare imbocco in fogna, versa la quota di depurazione) che in quelle extraurbane, dove il contadino dovrà versare un contributo per la pulizia dei fossi in proporzione alla superficie da lui posseduta lungo il fosso stesso.

Non identificare un ENTE preposto al controllo ed alla manutenzione dei fossi per le acque chiare, vuol dire non garantire sicurezza ai cittadini che, con regolare licenza o abusivamente, hanno edificato in aree a rischio, anche se nel rispetto delle regole.

Nel Municipio 13, in zona Casal Selce, l’esondazione del Rio Galeria ha provocato danni in civili abitazioni distanti anche 300 metri dal fosso, quando la Legge Galasso, attualmente, prevede un limite di sicurezza di 150 metri, segno che la cattiva o la prolungata assenza di manutenzione e pianificazione dei fossi, in mancanza di norme serie che regolamentano gli interventi, può creare danni irreparabili a persone e cose anche nei limiti di legge.

Le alluvioni in Italia fino ad Ottobre 2014. In rosso gli eventi alluvionali con vittime.

L’Italia è piena di esempi negativi al riguardo, dal Nord, al Centro e al Sud, e solo dopo che si piangono i morti si prendono provvedimenti adeguati, ma sempre in ritardo.

I grafici e le vittime riferite all’intero territorio nazionale (vedi grafico) non fanno altro che confermare l’esigenza di monitorare costantemente e coerentemente il flusso delle acque meteoriche, anche sul nostro territorio, comprendente i Municipi 13 e 14, senza deleghe e scorciatoie.

Auspichiamo quindi che le Istituzioni, Centrali e Periferiche, possano proporre e perseguire  un obiettivo serio al riguardo, valutando anche l’opportunità di realizzare opere strutturali di contenimento in grado di sopportare fenomeni alluvionali che, purtroppo, non tarderanno a riproporsi.

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