La nuova frontiera della moneta elettronica

Un aspetto ai più ancora sconosciuto è quello di una nascente economia parallela che sta prendendo forma nel mondo virtuale del WEB. Se possibile, la si potrebbe paragonare alla corsa all’oro che stravolse la vita di tante persone nel XIX secolo.

Stiamo parlando dei Bitcoin, una sorta di valuta scaturita da un’idea originale che vede collazionare la potenza di calcolo di molti computer remoti, per un fine unico.

In origine si poteva mettere a disposizione la propria macchina nei periodi di risulta, per ottenere in cambio dei crediti, ma la potenza di calcolo richiesta dagli algoritmi generati dal sistema, si è sviluppata vertiginosamente verso l’alto e con valori tali da escludere di fatto l’utenza che poteva garantire una modesta disponibilità di risorse.

Naturalmente il valore dei Bitcoin è cresciuto di pari passo all’ “hash rate” (unità di potenza di calcolo), ciò perché gli investimenti sui computer da mettere a disposizione per i calcoli hanno assunto un’importanza crescente, tanto che si progettano gruppi di macchine ad hoc adatte allo scopo.

Coloro i quali hanno creduto in questa idea, aderendovi sin dalle origini, si ritrovano da parte un piccolo capitale, poichè il valore di scambio del Bitcoin è passato nel tempo da poche frazioni di centesimo all’ attuale valore, equivalente a circa 1.000 Euro per titolo. Infatti il sistema, ad ultimazione dei calcoli derivanti dalla soluzione dell’algoritmo assegnato, rilascia una “Blockchain” che equivale ad una sorta di certificato di avvenuta esecuzione debitamente vidimato per impedirne la duplicazione ed il furto.

A tale proposito, e per maggiore sicurezza, il proprietario dei Bitcoin conserverà la preziosa “valuta” in un luogo inaccessibile alla rete quale un hard-disk esterno o comunque un computer non connesso alla rete.

Inoltre il sistema rende pubblica l’emissione dei titoli, ma non l’identità del ricevente che ha facoltà di celarsi dietro ad uno pseudonimo.

Dunque, alla resa dei conti, appare evidente la potenzialità del Bitcoin.

A differenza delle valute tradizionali, regolate dalla volontà diretta delle banche centrali che stampando maggiori o minori quantità di denaro, ne regolano il valore ed i processi inflattivi, si hanno una rete di computer decentrati ed indipendenti che regolano, senza carico di tassazione alcuna, la distribuzione del “denaro”.

Un processo di questo tipo, crea i presupposti di una nuova valuta indipendente ed assolutamente idonea agli scambi in rete anche di merci reali. Purtroppo si è assistito, quasi in totale sordina, alla nascita di operazioni illegali.

Sino all’ottobre del 2013, ha funzionato, quasi indisturbatamente “Silk Road”, che si è rivelato essere uno dei maggiori mercati di stupefacenti della rete, con una distribuzione che è arrivata a coprire circa l’ 1,5% di tutte le sostanze in distribuzione, per un valore confiscato di circa 140.000 Bitcoin.

Inoltre, solo nel 2012, sono stati commessi più di 100.000 furti della preziosa valuta.

Ciò nonostante, la Germania ha ufficialmente approvato i Bitcoin come “moneta privata” sia dal punto di vista giuridico che fiscale, lasciando tuttavia poco chiaro se si tratti di una moneta elettronica o uno strumento di pagamento legale.

I Bitcoin costituiranno dunque una importante innovazione finanziaria  e di concetto valutario nel futuro?

Difficile prevederlo.

A fronte di evidenti vantaggi, resta un sistema complesso nel suo funzionamento e non immune da attacchi di cyber-criminali senza scrupoli.

Inoltre il processo di assegnazione degli algoritmi non potrà durare in eterno.

E’ stato calcolato matematicamente, che non potranno esistere più di 21 milioni di Bitcoin e su tale base, si valuta il crollo stimato di questa valuta per il 2030.

Un termine relativamente ampio, se non per forme di risparmio, certamente per gli scambi correnti.

Ed è vero che se si può matematicamente stimare che non esisteranno più di ventuno milioni di Bitcoin, non è dato sapere nè quaale sarà il valore futuro di ogni singolo Bitcoin, nè quale sarà il mercato che principalmente la richiederà come mezzo di pagamento per alimentarne la domanda di scambi.

Potrebbe, come già avvenuto in passato per il così detto “nuovo mercato” (titoli azionari anomali), trattarsi dell’ennesima bolla di sapone che, come negli ultimi anni ’90, lasciò molti “feriti” sul mercato italiano.

Un tangibile polso del mercato di scambio in Buy ed in Sell, può essere valutato dai curiosi interessati sul sito:

www.bitcoin.de

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