MUNICIPIO XIII: La Giunta aderisce al manifesto contro il gioco d’azzardo

A volte, in special modo nell’epoca attuale, in cui tutto scorre veloce, si perdono le capacita di soppesare i fenomeni che ci circondano. Capita molto spesso di non accorgersi di ciò che accade davanti a noi sino a quando non si viene travolti in modo diretto e violento.

Probabilmente si tratta proprio di questo che i Sindaci di oltre duecento comuni italiani, hanno voluto scongiurare, aderendo per primi al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, e che in data 14 gennaio 2014 ha visto aderire, con la Deliberazione n.1, anche il Municipio XIII di Roma Capitale.

Lo spirito che ha animato i sindaci di tutt’Italia alla stesura di un Manifesto da sottoscrivere è stato mosso da un sentimento comune di impotenza delle amministrazioni locali, verso quello che è il fenomeno del gioco d’azzardo;  impotenza derivata dalla pressoché totale mancanza di una legislazione nazionale che affidi alle istituzioni locali le capacità e i poteri per intervenire in modo concreto ed efficace alla risoluzione di quello che si sta trasformando in una vera piaga sociale.

Non si tratta di un giudizio soggettivo, bensì di un dato oggettivo, ricavato proprio dalla documentazione che compone il Manifesto e che ad una prima lettura lascia davvero sconcertati.

Si pensi che il gioco d’azzardo produce un fatturato annuo pari a ottanta miliardi di euro (80.000.000.000€!), paragonabili a quattro manovre finanziarie italiane di media grandezza.

E’ la terza industria italiana, rappresenta il 4% del PIL nazionale, e mediamente incide per il 12% sulla spesa delle famiglie italiane.

Numeri che spaventano, non solo per le loro dimensioni, ma per ciò che da essi deriva.

Dai dati forniti dalle istituzioni è emerso che sempre più giocatori sono minori, che due milioni di essi sono a rischio patologico e che 800.000 lo sono già.

Infine, ma non ultimo per importanza, è stato riscontrato che spesso intorno ai luoghi del gioco d’azzardo si viene a creare un ambiente favorevole allo sviluppo della microcriminalità, dei furti, degli scippi e dell’usura.

Tuttavia non bisogna cadere in banali generalismi; il popolo italiano è sempre stato un popolo di giocatori e scommettitori e tutto ciò, se vogliamo, fa parte delle nostre tradizioni del nostro modo di vivere e di sapersi arrangiare.

Sebbene ognuno sia libero di fare le proprie scelte, appare fisiologico che in un periodo di profonda crisi come quello che stiamo vivendo, si sia più spinti a tentare la fortuna e “azzardare”.

Se è vero però che viviamo in uno stato sociale, questo è il momento di intervenire,  non di cavalcare l’onda per rimpinguare le casse dell’erario.

E allora il grido d’allarme dei sindaci appare più che legittimo.

Con la normativa vigente, la capacità di intervento in materia risiede solo in capo alle istituzioni nazionali, che difficilmente possono conoscere quale siano le dinamiche e le problematiche delle realtà territoriali, realtà che invece le amministrazioni locali conoscono e devono tutelare proprio in virtù del decentramento dei poteri amministrativi.

Quindi ben venga il Manifesto dei Sindaci, che possa attraverso il supporto delle Circoscrizioni, sostenere tutte quelle iniziative necessarie ad una corretta diffusione e regolamentazione del gioco d’azzardo.

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