Appena il 28 settembre scorso, alla riunione negli uffici del Comune di Roma in Largo Loria 3, l’acquisizione del Parco della Cellulosa sembrava veramente vicina. La seduta era stata sciolta con i migliori propositi: identificato il problema burocratico in seno all’ufficio “Patrimonio all’Ambiente”, non restava altro che procedere con le pratiche per l’acquisizione e aggiornare tutti con una nuova riunione, il prima possibile. La riunione in questione è avvenuta mercoledì 19 ottobre, ma non senza sorprese.
Le procedure in capo al suddetto ufficio hanno nuovamente subìto una battuta d’arresto, a causa di reiterati dubbi sull’edificabilità della famigerata particella 45, una porzione di Parco resa già inedificabile da più di un anno grazie alle osservazioni presentate dal Comitato Promotore del Parco, legate alla modifica del PRINT di Casalotti prevista dal PRG. Osservazioni che hanno permesso di escludere dallo stesso PRINT le aree dell’ ex ENCC, divenute oggetto del Decreto Legge Regionale n. 165 dell’ 11 maggio 2006. Nonostante nella riunione del 28 settembre ciò sembrasse finalmente chiaro a tutti, è bastato il trascorrere di venti giorni per far ingarbugliare nuovamente la matassa. Intorno alle 12, conclusa la riunione, le commissioni hanno rinnovato il loro impegno ad esaminare più a fondo l’accatastamento di quella porzione di Parco.
Degne di nota le obiezioni sollevate dall’On. Federico Guidi durante la riunione del 19 ottobre, in merito all’articolo pubblicato su “Il Pungolo” riguardante il Parco della Cellulosa, intitolato:”Il Parco della Cellulosa ancora nel limbo”, dov’è stato fatto presente che le affermazione in merito alla legge 167 sull’edilizia agevolata, a suo dire, risultavano infondate e prive di significato.
Le parole usate, “la legge 167sull’edilizia agevolata aleggia sulle sorti del Parco”, non affermavano, bensì ipotizzavano il peggiore degli scenari, che nè il Pungolo nè alcun cittadino mira ad ottenere. Di certo però, la nuova proposta avanzata dal Governo su una possibile manovra di svendita dei beni demaniali, non aiuta a dissipare i dubbi.
Sarà stato dell’inutile spreco di inchiostro, o un eccesso di lungimiranza?
Ai lettori l’ardua sentenza.









